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A Pieve il mega-cantiere per il raddoppio dei binari

di Luca Signorini
Il cantiere installato da Rfi a Pieve a Nievole (foto Nucci)
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Il cantiere installato da Rfi a Pieve a Nievole (foto Nucci)

Operai all’opera sulla via Francesca. Il sindaco: «Prima dei lavori è necessario firmare la convenzione». Appello dei comitati: «Faccia la cosa giusta»

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PIEVE A NIEVOLE. Mentre è ancora in corso il dibattito se fare il raddoppio dei binari a raso o in sopraelevata, Rfi batte un colpo anche in Valdievole, tra l’altro piuttosto forte. Mezzi meccanici e operai sono infatti a lavoro da qualche giorno per l’installazione di un ampio cantiere che si affaccia sulla via Francesca, una volta superato il casello autostradale e a un passo dal ponticello sopra il torrente Nievole, verso via Empolese.

Nel mega cartellone posizionato dalla società ferroviaria si legge l’importo dell’appalto (oltre 136 milioni di euro), la durata presunta dei lavori (1.310 giorni, ovvero più o meno tre anni e mezzo) e l’associazione temporanea di imprese con sede a Orvieto che si occuperà dell’intervento (Ceprini Costruzioni, Cemes e Gcf). Ma il sindaco di Pieve a Nievole, Gilda Diolaiuti, frena: «Sono in atto le operazioni di installazione del cantiere, ma le opere vere e proprie non sono iniziate. Prima Rfi dovrà firmare una convenzione con il Comune (ma non vengono specificati i tempi, ndr), poi potranno partire i lavori».

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E proprio al primo cittadino è arrivato un documento congiunto firmato dal Comitato per il territorio di Pieve e dai gruppi di cittadini nati a Montecatini (Montecatiniunasola, Paesaggi Urbani e Viaggiare nel Bello). In sostanza, è un nuovo appello a Diolaiuti perché «faccia chiarezza e dica la soluzione che vuole per il suo paese: la soluzione a raso o in sopraelevata? Affinché prevalga la scelta che potrà finalmente unire i territori attraversati dalla ferrovia senza muri e sottopassi». Continuano i Comitati: «Riconosciamo che non è stata l’amministrazione attuale a firmare nel 2010 il protocollo d’intesa con Regione e Rfi (che prevede il raddoppio a raso, ndr) e se il sindaco è profondamente convinta della bontà della scelta fatta dalla precedente amministrazione fa bene a difenderla con tutte le sue forze, ma se un dubbio l’avesse assalita, vorremmo dirle “Coraggio Sindaco, faccia la cosa giusta, noi come cittadini saremo al suo fianco”».

Conclude la nota: «Pieve come Montecatini si trova di fronte a una grande e irripetibile opportunità storica: siamo un numero crescente di cittadini che chiedono di essere amministrati con giustizia e responsabilità, e vogliamo che le opere siano realizzate nel migliore dei modi».

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