Sicurezza
Scritte contro CasaPound imbrattati i muri della sede
PESCIA. Imbrattata la sede di CasaPound in via Libero Andreotti, in centro a Pescia, aperta nel maggio del 2013 come luogo di ritrovo degli attivisti di tutte le sezioni della Valdinievole, che qui...
PESCIA. Imbrattata la sede di CasaPound in via Libero Andreotti, in centro a Pescia, aperta nel maggio del 2013 come luogo di ritrovo degli attivisti di tutte le sezioni della Valdinievole, che qui hanno fondato anche il circolo culturale Arcadia.
Ignoti, nella notte tra venerdì e ieri, hanno agitato le bombolette spray, e con vernice di colore verde e rosso se la sono presa con i muri, le due vetrinette esterne e con le saracinesche abbassate dello stabile.
Di questo tono le scritte vergate dai balordi: “Infami”, “Ieri partigiani, oggi antifascisti” e altre da non ripetere.
Poi una serie di simboli (che a ben vedere rappresentano forse una firma) della falce e martello, dei movimenti anarchici e anche dei centri sociali.
«Un gesto vergognoso che è avvenuto in contemporanea anche nelle nostre sedi di Pistoia e di Lucca (e anche a Grosseto sui muri dell’associazione Deceris, ndr) - dice Giacomo Melosi, portavoce di CasaPound sezione di Pescia - proprio mentre tutte le sezioni sono riunite nella tre giorni di Festa Nazionale del nostro movimento, che è in corso di svolgimento da venerdì a Chianciano Terme (e che si concluderà oggi, ndr). Questi vandali sapevano benissimo che eravamo là e quindi della nostra assenza da Pescia».
Appena appresa la notizia, con un messaggio esprime la propria solidarietà per l'accaduto anche il sindaco di Pescia, Oreste Giurlani: «Questi sono fatti che considero inaccettabili e vergognosi, ho già sporto denuncia e sono in contatto con le forze dell'ordine per trovare il prima possibile i responsabili dei vandalismi. In una comunità come la nostra, fondata sul rispetto e sull'integrazione tra i cittadini, non possono succedere episodi del genere. Spero che questo non accada più e che rimanga un fatto isolato. La mia solidarietà va ai ragazzi di CasaPound».(lu.si.)
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