Notte di festa dopo il Palio esulta San Francesco
Squadra di arcieri rinnovata per il Rione che si è aggiudicato il 39° Cencio Il presidente Celli: «Grande soddisfazione, i ragazzi ci hanno regalato emozioni»
PESCIA. Festeggiamenti fino a tarda notte per il Rione San Francesco, che dopo tre anni «ha riportato il Cencio in casa». Quello che si sono aggiudicati i ragazzi con il leone oro in campo azzurro con 365 punti totali è il 39° Palio, che ha come titolo “Pescia e le sue castella, Medicina.
Dopo il rituale accompagnamento della squadra composta dagli arcieri Riccardo Pini, Giacomo di Natale, Francesco Filippelli, Sergio Giacomelli, Maurizio Perini con capitano Giacomo Celli nella propria sede, tra due ali di folla plaudente, i rioni sono tornati in piazza Mazzini per trascorrere la serata tutti insieme a festeggiare il vincitore. Seppellita l'ascia di guerra, o per meglio dire deposti gli archi, ogni rivalità è sopita e si ritorna ad essere amici. Perché quella rivalità che si respira fin dal primo pomeriggio è reale e la competizione è molto sentita. Ce lo racconta lo stesso Celli, presidente del rione vincitore. «Siamo amici tutto l'anno, ma il giorno del Palio siamo rivali veri, non nemici, ma sportivamente uno contro l'altro e per ognuno l'importante non è partecipare, ma vincere». San Francesco si è presentato alla competizione con una squadra di arcieri rinnovata, e dei quattro che sono saliti sul palco due si misuravano col paglione per la prima volta. «Siamo molto soddisfatti della vittoria - dice Celli - onore ai ragazzi che hanno tirato, che si sono comportati benissimo regalandoci molte emozioni, ma onore anche agli altri che pur essendosi preparati fin dall'estate, sono rimasti seduti sulle panche a fare il tifo per i compagni, e che sono altrettanto bravi».
La preparazione specifica per la disputa del Palio comincia già dal mese di maggio e va avanti per tutta l'estate, ma per chi fa parte della compagnia arcieri di Pescia come la squadra del rione San Francesco gli allenamenti sono tutto l'anno e ricominceranno già a partire dalla prossima settimana. Una tradizione antica quella del Palio, che affonda le sue radici nel Medioevo, può ancora rappresentare un richiamo per le nuove generazioni, a cui poi toccherà raccogliere il testimone? «Di solito le nuove generazioni entrano a far parte del Rione quando c'è un rapporto di parentela o amicizia con qualcuno che già ne fa parte - spiega Celli - è difficile che qualcuno si presenti di propria volontà. L'adesione avviene nella maggior parte dei casi col passaparola. Indubbiamente i veterani hanno un sentimento diverso nei confronti del Palio perché hanno contribuito a crearlo, secondo me occorre che passino degli anni perché questo sentimento si rinnovi nelle nuove generazioni, ma è la loro storia così come è la nostra e questo fa ben sperare».
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