Sicurezza
La paura dei negozianti «Che fine faremo?»
Mercato coperto a una società privata. I sette operatori temono per il loro futuro: «Lo abbiamo saputo solo in agosto»
MONTECATINI. Preoccupazione e incertezza per il futuro. Sostengono di essere stati trattati male dal Comune e di non sapere cosa aspettarsi nei prossimi mesi. Ma per loro non c’è nessuno sfratto in corso, è bene chiarirlo. Le sette attività storiche del Mercato Coperto di via Mazzini, in sostanza, potrebbero rimanere dove sono ancora per diverso tempo. Oppure andarsene, se le nuove condizioni non le soddisfacessero. E in questo caso dovranno arrangiarsi. La cosa sicura è che dal primo ottobre cambierà l’interlocutore con cui tenere rapporti: non sarà più l’amministrazione di Montecatini, che il 30 settembre farà scadere la concessione in vigore, ma la società Immobiliare Padulette srl (azienda riconducibile all’imprenditore Oliviero Zavagli), che nel giugno scorso si è aggiudicata il bando del Comune (che non aveva altri partecipanti), e che per i prossimi nove anni (rinnovabile per altri nove) avrà nella sua disponibilità gli undici fondi sfitti della struttura liberty inaugurata nel 1948.
È come abbattere un pezzo di storia della città. Perché al Mercato Coperto l’attività più “giovane”, il bar, è lì da circa 25 anni. I fiori Romualdi siamo sui 60, così l’ortofrutticola Fontanafrutta. Ma il più longevo di tutti è la polleria Grilloni, da quasi un secolo a servire i clienti affacciata su via Mazzini. Un’istituzione, che rischia il trasferimento forzato. «Il Comune ci ha informato della scadenza del 30 settembre con un documento inviato all’inizio del mese di agosto – spiega Marcello Fontana dell’ortofrutta – non ci butta fuori da qui, ma dobbiamo ridiscutere tutto quanto con il nuovo concessionario, cioè le Padulette. Dovremo quindi rivedere il contratto d’affitto, anche perché la società che subentra vorrà farci contribuire alle spese di gestione del complesso, e per i diversi lavori che è costretta a fare dopo aver vinto il bando (ovvero il rifacimento del manto di copertura del loggiato, la realizzazione di un impianto di illuminazione architettonica a led, il recupero del muretto perimetrale, la tinteggiatura delle facciate e la posa in opera di torrette di alimentazione dell’energia elettrica, ndr)». Ancora Fontana: «E se non dovessimo trovarci d’accordo? Io sono qui da quarant’anni, mio padre prima di me. Sarò costretto a cercare nuova sistemazione, con il Comune che non si è posto questo problema».
L’umore è più o meno simile anche nelle altre attività. «Siamo partiti da un banchino e poi abbiamo preso il fondo, ma il negozio ce lo siamo costruito a spese nostre, con l’arredamento e tutto», dicono da Romualdi. Altra questione di fondo è poi l’intenzione che avrebbe il nuovo concessionario sul Mercato Coperto: trasformarlo cioè in un polo del gusto (sul modello del Mercato Centrale di Firenze), con ristorantini, locali, wine bar, street food e quant’altro, e lasciare aperta la struttura fino a oltre mezzanotte. Un progetto e un orario che evidentemente mal si concilia con le attività storiche presenti, nella maggior parte di commercio all’ingrosso. A ottobre si conoscerà il loro destino.
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