Il Tirreno

Montecatini

Lega all’attacco «Il Pacini riaprirà senza sicurezza»

Al teatro manca ancora la certificazione anti-incendio L’assessore: «Arriverà a lavori ultimati, come da prassi»

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Il sindaco non riapra il teatro Pacini senza il Cpi, ovvero il certificato prevenzione incendi. È il consigliere leghista Oliviero Franceschi a metterlo nero su bianco in una mozione che verrà discussa al prossimo consiglio comunale e di cui fa partecipe anche il comando dei Vigili del fuoco, incaricato di rilasciare tale documentazione. Alla base della decisione della giunta Giurlani di chiudere il teatro, un anno fa, infatti, ci furono proprio i ben noti problemi di sicurezza, che rendevano di fatto impossibile richiedere tale certificazione. Ma dopo tre mesi di lavori, adesso il teatro è pronto a riaprire e sarebbe quanto meno auspicabile, sottolinea il consigliere di opposizione, che riaprisse con tutti i crismi, vale a dire in piena sicurezza. «Quello che non possiamo tollerare - si legge nella mozione di Franceschi - è che, solo per salvare il soldato Vittiman, si riapra un teatro non in piena sicurezza, visto che i lavori in essere sono molto inferiori a quelli che state vendendo e che il certificato principe, il famoso Cpi non è arrivato e non sappiamo ancora a che punto sia la pratica». Per Franceschi chiudere il teatro fu «un atto di arroganza, uno sfregio, dettato più da vendette post elettorali» che da motivazioni reali pertinenti alla sicurezza. E con «vendette post elettorali» il riferimento è alla decisione di non rinnovare la gestione dell'associazione Pinocchio. «Ma il bando era già scaduto nell'aprile del 2014 - sottolinea l'assessore Vittiman - e la giunta Marchi con una delibera prorogò di un anno la gestione della stagione, ma la legge non prevede che si possa fare una proroga della proroga e da ciò scaturì la necessità di fare un nuovo bando, al quale l'associazione Pinocchio avrebbe potuto partecipare se avesse voluto». Quindi nessuna vendetta post elettorale, smentisce l'assessore, ma solo la mera applicazione della legge. Ma il teatro riaprirà con regolare certificazione prevenzione incendi? «Il teatro riaprirà rispettoso delle prescrizioni antincendio e di sicurezza, che rappresentano il presupposto per richiedere il Cpi. Non si può richiedere il certificato senza aver fatto i lavori - spiega la Vittiman - a lavori ultimati ne faremo regolare richiesta come prevede il procedimento, cosa che prima non potevamo fare, cioè in assenza di questi necessari adeguamenti». Quindi, in definitiva, stando alle parole dell'assessore, alla riapertura il teatro non avrà il certificato, ma tutte le carte in regola per ottenerlo, cosa che prima si sognava. Le prescrizioni in materia di sicurezza, in realtà il teatro le ha sempre avute, forse fin dalla sua apertura nel 1990. Negli anni poi, la mancanza di manutenzione ne ha reso, forse, più urgente l'applicazione. Il punto su cui opposizione e maggioranza non convergono è: era necessario chiudere per un anno e far saltare un'intera stagione? Secondo Franceschi no. «Noi abbiamo avuto il coraggio di trovare i soldi e farci i lavori - ribadisce la Vittiman - e ci siamo presi la responsabilità di chiuderlo per garantire la sicurezza della gente, cosa che non è mai stata fatta in precedenza. Ognuno ne risponderà davanti alla cittadinanza». Con questa mozione il tentativo di Franceschi è quello di rimettere la decisione della riapertura del teatro nelle mani del consiglio comunale, ma l'impressione è che sia più per sottoporre l'operato dell'assessore ad una verifica politica che per ragioni di sicurezza.

Maria Salerno

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa