Attenzione
“Gigia” vandalizzata, ma non si ferma
Il vagoncino della Funicolare continua il servizio. Dalla città sdegno e solidarietà al proprietario, pronta denuncia contro ignoti
MONTECATINI. Oggi Simone Cardelli andrà a sporgere denuncia contro ignoti dopo l’atto vandalico che ha deturpato le fiancate di uno storico vagoncino della Funicolare, che nel giugno scorso ha compiuto ben 118 anni di vita. «Poi aspetteremo il sopralluogo di un perito dell’assicurazione - spiega il gestore dell’attrazione di viale Diaz - dobbiamo essere in grado di trovare una vernice che prenda anche durante la notte, perché la verniciatura del convoglio dovrà avvenire in orario notturno. Sicuramente ci vorranno alcune migliaia di euro. La funicolare, comunque, non si fermerà in questi giorni di alta stagione turistica di Montecatini: noi sospenderemo come sempre l’attività il 31 ottobre, ma poi la riprenderemo dal 12 novembre fino all’8 gennaio 2017 per le festività natalizie. Quindi i tempi sono particolarmente stretti».
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Lo sfregio a “Gigia” (così è stato battezzato il vagoncino), uno dei simboli turistici della città, ha provocato sdegno e indignazione in numerosi cittadini. Tanti i messaggi di solidarietà arrivati alla famiglia Cardelli dopo che questi graffitari hanno pensato bene di lasciare il proprio segno a bomboletta sul trenino che fa la spola con la stazione di Montecatini Alto, dove venerdì notte 26 agosto era parcheggiato. Hanno parlato il sindaco Giuseppe Bellandi e vari assessori: il Comune si è detto tra l’altro disponibile ad aiutare economicamente la Funicolare per i lavori di riparazione della carrozza.
Anche l’associazione Angeli del Bello ha voluto far sentire la propria vicinanza alla famiglia Cardelli: «Messi da parte sdegno e rabbia - scrive - avendo seguito un corso di aggiornamento sulla rimozione dei graffiti o scritte vandaliche organizzato dalla Fondazione fiorentina cui siamo affiliati e curato da docenti restauratori, suggeriamo alla proprietà di attivarsi quanto prima nei competenti uffici affinchè quell’orribile sfregio sia tolto con competenza e celerità, trattandosi di oggetto d'epoca.Noi, se c'è bisogno, ci mettiamo a disposizione come sempre». Ancora l’associazione: «Ci chiediamo poi se ci fosse o meno un sistema di allarme per Gigio e Gigia e se sì, se sia stato sabotato, perché questi mascalzoni hanno impiegato del tempo per la loro opera devastatrice. Ci si domanda pure, visto che i graffitari locali senza arte né parte sono per lo più conosciuti alle competenti autorità, se non sia il caso di adoperarsi maggiormente per sanzionarli adeguatamente anche attraverso una rieducazione, come la nostra associazione aveva proposto in passato, chiedendo che siano affidati ad enti come il nostro per svolgere servizi sociali utili, come la rimozione di un graffito, onde far capire loro il danno che hanno provocato e la fatica e il costo economico che occorrono per riportare a decoro una struttura offesa da certi scarabocchi lontani anni luce dall'arte vera».
Aggiunge Simone Cardelli: «Se dovessimo averne bisogno saremo certamente contenti di ricevere aiuti, ma siamo abituati a risolvere le cose per conto nostro. Certamente vogliamo ringraziare tutte le persone, amici e cittadini, oltre all’amministrazione comunale, che ci hanno espresso così tanta solidarietà dopo il brutto episodio».
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