La manifestazione
Mercato Coperto, sfratto ai negozi entro settembre
Indipendenza Civica contro la giunta di Montecatini per la determina che attribuisce la gestione all’Immobiliare Padulette. «Commercianti cacciati dopo 20 anni»
MONTECATINI. Indipendenza Civica all’attacco del Comune dopo la pubblicazione della determinazione n. 576 del 6 luglio che sancisce la nomina della società vincitrice del bando esplorativo (Immobiliare Padulette srl) quale interlocutore unico per la gestione dei fondi collocati nel Mercato Coperto.
«Con questo atto amministrativo - spiega il movimento - la giunta comunale concede il bene pubblico in gestione ad una società privata, previo pagamento canone affitto annuale, da cui per i primi tre anni potranno essere decurtati i costi dei lavori eseguiti (o meglio, imposti) per il recupero e la manutenzione dell'area stessa. Quello che però emerge dalla lettura del documento lascia sbalorditi. In pratica, oltre a comunicare il risultato del bando, nelle more, cioè in attesta che si perfezioni quanto previsto nel bando tra il Comune e il nuovo soggetto concessionario, si concede un’ulteriore “proroga”, fino al 30 settembre, alle attività commerciali attualmente attive nell'area Mercato Coperto. Non solo, e questo è il bello, si puntualizza in modo “imperativo” che i fondi occupati “dovranno essere lasciati liberi e vuoti da persone o cose” entro la stessa data. Quindi, l'amministrazione comunale, dopo quasi un anno di continue proroghe e relativo canone percepito, col presente atto amministrativo vuole scrivere la parola fine alla questione Mercato Coperto. Il tutto, però, comporta mettere “alla porta” chi fino ad oggi ha legato il proprio nome e la propria attività commerciale al luogo».
Ma quello che più rende sconcertante questa vicenda, prosegue Indipendenza Civica, è che «attraverso questo comportamento si vorrebbe far credere che gli amministratori comunali curino l'interesse della comunità. Il bene pubblico secondo questo progetto dovrebbe dare una spinta propulsiva all'economia della zona con il relativo “frutto d'interesse” per l'intera comunità termale. Per ottenere il risultato non si esita nemmeno un istante a “cacciare” chi, comunque, ha fino ad oggi dato il proprio contributo attraverso la propria attività lavorativa e non solo, per mantenere a reddito l'area in questione, per poi concedere al famoso “interlocuore unico”. Stiamo parlando, ribadiamo, di attività ultra ventennali che hanno legato la propria immagine al Mercato Coperto, e questo non lo possiamo accettare. Crediamo che l'area in oggetto, patrimonio della comunità, abbia bisogno di uno sviluppo che comunque includa anche la voce dei cittadini tutti, e non solo quelli interessati».
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