Il Tirreno

Montecatini

Ferrovia interrata per rilanciare anche le periferie

MONTECATINI. «Solo il bello potrà salvare Montecatini». Uno slogan, un auspicio, ma più ancora una parola d’ordine utilizzata da Massimo Boni, dirigente di Forza Itala ed ex consigliere comunale, in...

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. «Solo il bello potrà salvare Montecatini». Uno slogan, un auspicio, ma più ancora una parola d’ordine utilizzata da Massimo Boni, dirigente di Forza Itala ed ex consigliere comunale, in un intervento in cui dice che la città può ripartire lungo due direttrici: interramento della ferrovia e valorizzazione delle periferie.

«L’impegno e il lavoro più importante che dovrebbe essere effettuato quanto prima sulla città di Montecatini Terme d’Europa per salvarla da un disastro “economico - urbanistico” è quello di attivare tutte le risorse possibili per valorizzare e integrare quello che c’è già di bello, comprese le periferie. A mio avviso, il progresso dovrebbe ripartire da tre punti ben precisi: la riqualificazione della periferia, lo sviluppo dell’elemento acqua termale e lo sfruttamento più efficiente degli immobili in disuso. Da tecnico sono convinto che proprio ripartendo dalla periferia potremo pensare al futuro della città, specialmente nella zona sud, tra l’attuale linea ferroviaria e l’autostrada. Effettuando piccoli interventi sulle aree disponibili e recuperando (con interventi di rigenerazione urbanistica) gli edifici esistenti, in particolare nell’ex area Kartos, inserendoci il nuovo polo scolastico e uffici di uso pubblico, si ricreerebbe quella vivalità che in passato era caratterizzata da tante piccole attività commerciali, artigianali, e turistiche che davano lavoro a tante persone».

L’unico macro-intervento che dovrebbe essere sostenuto dall’amministrazione comunale e dai vari comitati cittadini, dice Boni, sarebbe «realizzare l’interramento del tratto ferroviario. Eliminerebbe la barriera della linea ferroviaria che divide la città da anni e che peggio ancora se raddoppiata (a raso o in sopraelevata) pregiudicherebbe in modo definitivo la sua crescita. Il raddoppiamento a raso o in sopraelevata porterebbe oltre che ad un danno ambientale, alla ulteriore svalutazione delle proprietà della zona sud ed ai vari danni e disagi dovuti agli espropri da effettuare, generando un costo economico e sociale decisamente superiore all’investimento per l’interramento della linea ferroviaria.Con l’interramento, tutta l’area in superficie potrebbe essere recuperata per una pista ciclabile, o pedonale, con un incremento di zone di verde pubblico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web