Il Tirreno

Montecatini

rossetti d'oro

E ora la festa per il campione

Luca Signorini
Gabriele Rossetti sul podio di Rio (Foto Nucci)
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Gabriele Rossetti sul podio di Rio (Foto Nucci)

Emozioni e gioia al tiro a volo di Pieve a Nievole “casa” dell’azzurro medaglia olimpica

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PIEVE A NIEVOLE. C’è una foto di Gabriele Rossetti che prende la mira con una carabina alta più o meno quanto lui. Indossa jeans e maglioncino. Il padre Bruno è alle sue spalle, lo guida, fissa la traiettoria di tiro. Il ragazzino ha sette anni. Un predestinato. Quello scatto ritrae per la prima volta con il fucile in mano il futuro poliziotto delle Fiamme Oro. Che a 21 anni, sabato 13 agosto 2016, poco dopo le 20,30 ora italiana, avrebbe vinto la medaglia d’oro all’Olympic Shooting Center di Rio de Janeiro. La club house del tiro a volo Pieve a Nievole-Montecatini, in via Ponte dei Bari, è disseminata di foto. Qui nasce la storia di Gabriele Rossetti, ma anche di suo padre, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Barcellona ’92. L’impianto sembra gonfiarsi il petto, i suoi soci (oltre 200) hanno l’orgoglio stampato sui volti. Questi campi, queste doppiette, le pallottole e i bersagli hanno il profumo della vittoria. Una fragranza dolce, un aroma intenso, che non puoi dimenticare.

L’oro a 21 anni. Gabriele Rossetti atterra lunedì mattina, 15 agosto intorno alle 7 a Roma. Poi si trasferirà a Firenze, dove abita il suo allenatore Andrea Benelli, quindi tornerà a casa, a Ponte Buggianese. Nella prima notte da campione iridato dice di aver dormito con la medaglia al collo. «È stato un festeggiamento bellissimo a Casa Italia - dice al Tirreno - dove ho avuto modo di rivedermi vincere e di condividere con tutti i ragazzi della spedizione azzurra questa medaglia stupenda. E ancora più bello sarà farlo con la mia famiglia e con tutti gli amici a casa». «È stato per me un onore rappresentare l'Italia, la provincia di Pistoia e la mia città Ponte Buggianese. Grazie mille a tutti voi», ha scritto poi l’azzurro in un messaggio al sindaco di Ponte, Pier Luigi Galligani.

«Ho cercato di stare tranquillo il più possibile, perché comunque non ero piazzato molto bene - ha detto Rossetti nel post gara - mi sono detto voglio dare tutto, devo stare sereno e concentrato, perché mi ero preparato bene. E quindi non ho forzato più di tanto la cosa, ho lasciato andare la mia fucilata ed è andata bene».

Ancora Rossetti: «L’Italia in questa disciplina è la nazione numero uno, non ci batte nessuno. Io credevo fortemente nella medaglia. Mi ero preparato per fare una bellissima gara, sapevo di poter fare molto bene e mi ero preparato per vincere. Ho dato tutto e all’ultimo piattello il mio sogno si è realizzato».

Nel Gold Medal Match contro lo svedese Marcus Svensson è finita 16 bersagli a 15. Infallibile nella sfida decisiva. Ma Gabriele già dal secondo turno di qualificazione non aveva sbagliato un tiro: polverizzati in sequenza 82 piattelli. En plein, che è valso l’oro. Era 23° nel day-1 delle eliminatorie, poi è salito quinto, quindi primo, posizione che non ha più lasciato. Gradino più alto del podio, l’emozione, l’inno di Mameli.

Carriera. Una medaglia che impreziosisce un palmares già da fenomeno del tiro a volo. Una carriera fulminea: nel 2010 (a 15 anni) partecipa ai Mondiali junior di Monaco di Baviera dove si piazza undicesimo; nel 2012 conquista l’argento europeo a Larnaca, Cipro; nel 2013 vince l’oro a squadre nella rassegna iridata a Suhl (Germania), e si ripete a livello individuale ai Mondiali di Granada e agli Europei di Sarlosposzta (Ungheria) e Maribor (Slovenia). Il primo anno tra i senior, nel 2015, è da brividi: bronzo nella tappa di Coppa del Mondo a Gabala (Azerbaijan), altro bronzo a Lonato del Garda, e il successo nelle finali di Coppa del Mondo. La convocazione per le Olimpiadi di Rio è cosa scontata. La medaglia d’oro un po’ meno, ma il metallo più prezioso arriva lo stesso.

Orgoglio di mamma. Isabelle ha il viso stanco ma le brillano gli occhi di felicità. Parla piano, voce un po’ tremante, erre moscia francese. Non ha visto in diretta le qualificazioni di suo figlio. Poi l’hanno avvertita: “Isabelle, Gabriele è in finale per l’oro”. «Allora sì che ho acceso la televisione, non potevo perdermela - dice la mamma del medagliato olimpico - poi mi sono vista e rivista la gara praticamente tutta la notte, e non ho mai dormito. E la mattina sono venuta qui per aprire il tiro a volo. Sono stanchissima, ma estremamente felice. Mio figlio ha vinto l’oro».

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Risponde a decine di telefonate: sono tutti appassionati e amici che le fanno i complimenti. E abbraccia i soci che si affacciano all’impianto di Pieve, momenti magici, momenti unici. «Sapevamo che era capace di prendersi la medaglia - riprende Isabelle - ma è chiaro che la reazione emotiva in un evento del genere è imprevedibile. Gabriele era convinto di fare bene, era pronto. Ha lavorato tantissimo, ci ha messo tutto l’impegno del mondo. Voleva vincere, e alla fine ha vinto. In gara è stato freddo, determinato, tutte le emozioni che provava non lo hanno tradito. È stato un successo fantastico». Quasi piange Isabelle, che porta con orgoglio la maglietta bianca di Rio. Un portafortuna.

Il “cuoco” personale. Ama definirsi (e lo definiscono) così. «Gabriele mangia molta pasta, gli piace il piccante, e poi carne bianca, verdura cotta, pomodori. Io gli curo l’alimentazione. Non beve alcolici quasi mai, ma sono sicuro che ieri notte (sabato, ndr) qualche bottiglia l’avrà stappata». Sandro Bellini però non è per niente uno chef. Piuttosto, è un istruttore di tiro, il confidente di Gabriele Rossetti, un amico, dà una mano al padre Bruno e alla mamma Isabelle a gestire il tiro a volo. «È praticamente da un anno che si prepara alle Olimpiadi - spiega Bellini - lui sperava da tempo in questa convocazione. Quando l’ha saputo, a inizio 2016, ha accelerato il suo allenamento: doppi turni di tiro nell’arco di una giornata, palestra e corsa ogni giorno o quasi. Era pronto come non mai, sia mentalmente che fisicamente. Io devo essere sincero, l’oro me lo aspettavo. È determinato al massimo, un vincente per carattere che fa vita da grande sportivo. Io l’ho sempre seguito nel suo percorso, non riesco a esprimere con le parole quanto sono felice».

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E sarà Sandro Bellini ad organizzare la festa in onore di Gabriele in piazza del Santuario a Ponte Buggianese, che non ha ancora una data. Ieri mattina all’impianto di via Ponte dei Bari è arrivato anche il sindaco di Ponte, Pier Luigi Galligani. Sarà montato un maxischermo per riproporre una gara che resterà nella storia del paese e di tutta la Valdinievole, saranno affisse le fotografie di una carriera fin qui esaltante. Risuonerà l’inno di Mameli, sventolerà la bandiera italiana. Ma sarà di sicuro calorosa l’accoglienza che tutto il territorio riserverà già oggi al ragazzo con l’oro olimpico al collo, quando Gabriele Rossetti tornerà dove ha costruito il suo successo, dove ha capito che a Rio poteva vincere.

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