Finanza
Olio e miele prodotti dai migranti
Assemblea a Larciano per spiegare come sarà l’arrivo di 21 rifugiati. Ai corsi ammessi anche gli italiani
LARCIANO. È stata un'assemblea partecipata - ma non affollata - quella avvenuta martedì sera al circolo Arci di Cecina di Larciano. Che ha rappresentato un'occasione di incontro, ma anche di confronto, sul tema dell'ormai probabile arrivo di richiedenti asilo e rifugiati (fino ad un numero massimo di 21) anche a Larciano, l'ultimo dei ventidue Comuni della provincia di Pistoia a non averne ancora accolti.
C'era tensione nell'aria, rotta talvolta da brusii di disapprovazione o di dissenso. E ciò che è emerso chiaramente, fin dai primi minuti, è stata la “paura del diverso”. Lo hanno spiegato apertamente le signore, che non hanno fatto certo mistero della loro preoccupazione per la propria incolumità fisica; mentre gli uomini, in maniera più pragmatica, hanno voluto essere messi a conoscenza di spese e costi per il mantenimento dei rifugiati.
«Ho letto - ha esordito la sindaca Lisa Amidei - delle assurdità sull'argomento. Questa sera (ieri, ndr), di fronte a voi, non c'è un partito, ma una comunità che deve essere unita per affrontare questa situazione. Vorrei che fosse chiaro, innanzitutto, che la violenza non deriva dai migranti. Esiste un'emergenza internazionale ed anche i Comuni, nel loro piccolo, devono fare la propria parte».
Nel caso specifico di Larciano, l'ente non ha strutture pubbliche da mettere a disposizione per l'accoglienza dei rifugiati e così la palla passa ai privati, che hanno la possibilità di mettersi in contatto con associazioni o cooperative al fine di stipulare un contratto di locazione di un immobile. «In quanto amministrazione comunale - ha continuato Amidei - non possiamo e non dobbiamo fare ostruzionismo. Il nostro compito, però, è quello di tutelare i cittadini».
A spiegare il progetto - a cui potrebbero prendere parte i rifugiati - è la coordinatrice Silvia Bini dell'associazione Arci Madiba di Pistoia. «È fondamentale - ha detto - trovare una modalità di inclusione sociale per richiedenti asilo e rifugiati. Il progetto rappresenta per loro un'opportunità: vivranno infatti in una struttura circondata da terreni ed uliveti. Allo stesso tempo, attraverso corsi mirati, sarà loro consegnato un bagaglio legato al mondo dell'agricoltura. Impareranno infatti a produrre olio e miele e ai corsi potranno partecipare anche i cittadini larcianesi».
«Ogni rifugiato - ha risposto Roberto Niccolai, della cooperativa sociale Gli Altri, alle domande pressanti del pubblico - è seguito da professionisti del settore e ha un costo di circa 35 euro al giorno, ma nelle sue mani vengono consegnati soltanto 2,50 euro. Viene inoltre stipulato un contratto, da cui discendono diritti e doveri. I rifugiati, inoltre, sono costantemente monitorati: la Prefettura, infatti, invia spesso dei controlli ed ogni mattina viene eseguito l'appello dei ragazzi. Il loro obiettivo è quello di uscire dal progetto, arricchiti però di importanti strumenti. E di solito vi partecipano con voglia e coscienza, riconoscendo l'importanza di questa opportunità che viene loro concessa».
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