Sicurezza
Tavolo pubblico sul servizio idrico
La richiesta di Acqua Bene Comune al sindaco di Montecatini
MONTECATINI. «Chiediamo al sindaco di avviare un tavolo di discussione come pareva aver già preso forma con l'allora assessore Leonardo Magnani. Tavolo che però è venuto meno dopo le sue dimissioni, nonostante manchino solo tre anni alla scadenza della concessione del servizio idrico. Purché dietro a tutto questo non ci sia una volontà che mira a sostenere una politica di impoverimento dei cittadini a tutto beneficio di Acque Toscane e della multinazionale Suez come sta avvenendo ormai da anni».
È una richiesta perentoria quella del comitato Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole all’amministrazione di Montecatini, dopo aver premesso che «nella città termale vi opera fin dal 1989 un gestore privato, chiamato Acque Toscane, dietro cui fa profitto la multinazionale Suez, e così sarà almeno fino al 2019».
«La mancanza di una comunicazione adeguata e puntuale nei confronti dei cittadini in merito ai bilanci, agli investimenti ed agli obiettivi di qualità (perdite, qualità dell'acqua, eccetera) ci pone l'obbligo di sollecitare l'amministrazione comunale a rendere pubblici tali dati, in modo da poter aprire un confronto sull'adeguatezza delle tariffe - fra le più care in Italia - con il servizio erogato. Nonché avere materiale a disposizione per una valutazione dei costi della ripubblicizzazione del servizio, scelta quest’ultima che riteniamo obbligata per rispettare l'esito referendario e la pronuncia nel merito della Corte Costituzionale n. 26/2011».
Mancano appena tre anni alla scadenza di un contratto trentennale «che ha reso Montecatini - dice il comitato - il primo cattivo esempio di gestione della risorsa idrica ridotta a merce. Ma a nessuno, tanto meno al sindaco Giuseppe Bellandi, è venuto in mente di convocare un tavolo per dare avvio a un processo di ripubblicizzazione del servizio idrico».
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