Erba alta, limite a 30: i guai della Valleriana con i suoi pericoli - Foto e video
Viaggio sulle provinciali dopo le proteste degli abitanti, tra vegetazione, buche e dissesti vari. E tra diversi turisti
PESCIA. Fino al bivio di Pietrabuona la strada è accettabile, ma appena si inerpica iniziano i dolori. Le provinciali sono pericolose, le abbiamo viste con i nostri occhi. Val di Forfora e Mammianese, stessa storia, stessa condizione.
Buche e dissesti sono più o meno ovunque. L’erba alta minaccia la carreggiata, si sporge sull’asfalto. Piccole frane e vari cedimenti del terreno si incontrano lungo il cammino. Ci sono i cartelli, e pure qualche transenna, ma a fatica emergono dalla vegetazione, dagli arbusti un po’ troppo cresciuti. E poi ci si mettono anche le numerose curve, le corsie particolarmente strette. Due auto, in diversi punti, non transitano insieme. Si danno le precedenze volontarie, senza imposizioni. Passa uno scooter e sono brividi: il rischio cadute è piuttosto alto.
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In una mattinata di agosto è facile incontrare turisti, francesi, tedeschi, olandesi. Quello che la Svizzera Pesciatina gli restituisce non è proprio uno scenario da cartolina. Si capisce il limite di 30 chilometri orari istituito dalla Provincia di Pistoia (i cartelli sono al massimo 4-5, e su alcuni di loro qualche buontempone a bomboletta ha modificato il numero iniziale, che è passato da 3 a 8). E si capiscono naturalmente le proteste che i vari paesi della montagna, da oltre un mese, hanno reso pubbliche con veemenza.
Da queste parti si viene in villeggiatura, ci sono agriturismi, ristoranti e trattorie, ville, aria pulita, panorami suggestivi. Da queste parti ci si vive tutto l’anno, e si viene a lavoro a valle. La via Mammianese parte da Pietrabuona e raggiunge Vellano, borgo gioiello capoluogo della Valleriana, da lì Macchino e quindi il territorio di Marliana (Goraiolo, Panicagliora). La Val di Forfora tocca Calamari, la zona delle cartiere, Ponte di Sorana, quindi Lanciole e Pontito, sul versante che guarda Lucca, Crespole, Casa di Monte e Calamecca, verso Pistoia. Paesi incastonati su incantevoli colli, che ci invidiano, dove storia e natura si fondono.
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Ma adesso di natura ce n’è forse un po’ troppa. E dove la Provincia non arriva (e arriva da poche parti) a tagliare l’erba sporgente ci pensano in qualche caso i proprietari delle abitazioni. Viaggiando per le due provinciali non è difficile incontrarli. Armati di rastrelli e ramazze fanno quel che possono, ripuliscono il verde in eccesso perlopiù nell’area vicina ai cancelli d’ingresso dei casolari di proprietà. Una mano all’ambiente, una mano alle istituzioni.
Questo è ciò che abbiamo e che non valorizziamo, ed è un peccato.
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