La protesta
Credito cooperativo Valdinievole cerca “sorelle” per un’altra fusione
Il presidente Alessandro Belloni conferma: "Ci stiamo guardando intorno". Voci di un matrimonio con ViBanca: "Non è l’unica vicina territorialmente"
MONTECATINI. Il Credito Valdinievole comincia a guardarsi attorno in vista di ulteriori fusioni con altre banche del gruppo cooperativo. Dopo aver creato appena qualche anno fa un unico istituto assieme al territorio della provincia di Pisa e aver dato vita alla Banca di credito cooperativo di Montecatini Terme e Bientina, il processo di accorpamento non si ferma e dalla sede di viale Foscolo si cercano nuove “affinità”. «D'altra parte è la stessa Banca d'Italia a chiedercelo - dice il presidente Alessandro Belloni - e una nuova aggregazione non sarebbe che la logica conseguenza che segue le disposizioni dell'istituto centrale, che ha stabilito che di 360 banche ne dovranno rimanere solo la metà a livello nazionale. Proprio poche settimane fa sono uscite le nuove direttive di Bankitalia e sono purtroppo molto penalizzanti per il mondo dei crediti cooperativi».
Qualche mese fa si era parlato di un possibile approccio con la Banca di Pescia, ma fu lo stesso Belloni a specificare che «con quell'istituto non c'è mai stato niente di concreto, e poi hanno preferito fare scelte diverse». Ma Pescia non è certo l'unica realtà confinante con la Valdinievole (le fusioni devono necessariamente essere fatte con banche che hanno sportelli in territori contigui).
Da qualche giorno la voce che è più insistentemente uscita alla ribalta riguarda ViBanca (o Banca di credito cooperativo di San Piero in Vincio), istituto nato nel 1910 e che oggi opera con 5 agenzie in provincia di Pistoia (la sede centrale è in località Pontelungo).
Una banca che peraltro ha appena reso pubbliche le risultanze della prima semestrale 2016, che presenta più di un segno positivo: utile netto che ammonta a 265mila euro (in controtendenza rispetto alla perdita registrata nel 2015); margine di interesse in crescita del 4,5%; commissioni nette che segnano un importante incremento di oltre il 19%; costi operativi che mostrano un miglioramento (-6,6%); spese amministrative diminuite del 2,3%; ingresso di 133 nuovi soci. Belloni, però, frena.
«Non c'è nulla di concreto - dice il presidente del Credito Valdinievole - e anche se ViBanca è un istituto a noi territorialmente vicino, non è certo l'unico. Se ci sarà l'opportunità di parlare non ci tireremo indietro, ma per ora non lo stiamo facendo. Confermo invece che ci stiamo guardando intorno: è, come già detto, nel nostro interesse farlo».
Per la prima volta il Credito Valdinievole ha presentato il mese scorso un esercizio (quello 2015) negativo, ma per la banca ci sono tutte le attenuanti del caso dovute a “situazioni straordinarie”. Il segno meno davanti a 1,2 milioni di euro è dovuto sostanzialmente a tre fattori evidenziati dal presidente Belloni: i 14 milioni accantonati a seguito di una richiesta della Banca d'Italia; 1,2 milioni che si è dovuto sostenere per il “salvataggio” di certe banche nazionali («Una decisione allucinante, per la prima volta abbiamo dovuto pagare i debiti fatti da istituti nazionali»); l'incentivazione all'esodo di 6 dipendenti (ex direttore generale compreso) che ha impattato per 1,4 milioni.
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