Il Tirreno

Montecatini

L’esposto sulle Terme di Montecatini inviato a titolo personale

David Meccoli
Alberto Lapenna nella sede di Forza Italia (Foto Nucci)
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Alberto Lapenna nella sede di Forza Italia (Foto Nucci)

Lapenna replica all’attacco degli alleati: «Perché non si muovono anche loro?» Quaranta: «Farebbero meglio ad assistere ai consigli invece di stare sui social»

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MONTECATINI. Dice che lui non è uno “sfascista” e non è certo «abituato a fare un'opposizione becera», perché Forza Italia (evidentemente a differenza degli “altri”) è un «partito con la cultura del governo». Alberto Lapenna, accusato da Lega Nord e Fratelli d'Italia di aver voluto fare tutto da solo nella presentazione di un esposto sulle Terme («Un grave atto di violazione di un accordo, con Forza Italia che ripropone il consueto metodo dispotico e prevaricatore che ha determinato la sconfitta nel 2009 e nel 2014»), predica la compattezza nel centrodestra («Ma quale terremoto, al massimo è un tric-trac»), ma non lesina certo frecciate al curaro agli alleati (o presunti tali).

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«Sono stato attaccato in modo becero - dice Lapenna - ma ciononostante voglio anch'io un tavolo di lavoro comune del centrodestra, nel quale non abbiamo velleità di guida: lo indichino pure Lega e Fdi-an e noi saremo presenti. A meno che non vogliano viaggiare da soli e riconsegnare la città alla sinistra. E stiano tranquilli (ma non sereni...): io detterò le linee politiche provinciali, ma non ho intenzione di ricandidarmi».

Poi Lapenna entra nel merito della questione: «Sulle Terme, in consiglio comunale ho parlato a nome di Forza Italia, Lega e Fdi-an, ma alla Corte dei conti l'esposto l'ho presentato come cittadino, in quanto in giurisprudenza vale la forma e non la rappresentanza. Perché loro non hanno fatto altrettanto? Eppure sanno scrivere e fare di conto: io ho voluto assumermi le mie responsabilità».

Altrettanto dura la replica politica. «Mi accusano - dice il coordinatore provinciale di Forza Italia - di volere un novello patto del Nazareno locale con mio nipote (Ennio Rucco, ndr), di cui sono avversario, non certo nemico. E mi accusano di inciuciare con l'assessore De Paola, che io ho solo difeso in quanto non è colpa sua se c'è stato un allarme meningite che ha affossato il turismo. Non si può dare un giudizio negativo a prescindere: chi lo fa si è ritrovato a ballare e cantare per la vittoria di Bellandi alle elezioni a scapito di Sensi, senza contare che Simeone Clamori era al fianco di Silvia Motroni. Oggi, poi, da Lega e Fdi-an non abbiamo ancora ricevuto una risposta a condividere il nostro comitato per il No al referendum: da loro solo un silenzio assordante».

Con Lapenna si è schierato tutto il partito. «Non ci siamo mai permessi di fare un attacco personale alle forze politiche a noi vicine», dice il coordinatore locale Marco Silvestri. «Qualcuno dovrebbe imparare a scindere la politica dai rapporti personali», aggiunge l'ex assessore Andrea Gabbani.

«All'interno del centrodestra - conclude il capogruppo Andrea Quaranta - ci sono personaggi a cui piace fare opposizione a Forza Italia. È una vita che fanno queste cose, ma non raggiungono mai alcun risultato. Forse sarebbe meglio che frequentassero un po' più le commissioni e i consigli comunali, anziché scrivere sui social network: noi non andiamo in casa degli altri a specificare chi è saltato da un partito all'altro. Per fare politica ci vuole il consenso, se non ce l'hai è inutile che la fai».

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di Redazione web