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Unione dei Comuni «Vicini al traguardo»

di Francesca Maltagliati
Unione dei Comuni «Vicini al traguardo»

Il presidente della conferenza dei sindaci Galligani attacca chi ha parlato di scarsa democrazia. «Non siamo carbonari»

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PONTE BUGGIANESE. Non la manda a dire Pier Luigi Galligani, presidente della conferenza dei sindaci della Valdinievole, che interviene sulla tanto dibattuta Unione dei Comuni. «Dopo l'approvazione da parte del consiglio comunale di Monsummano dello statuto dell’Unione - dice Galligani - adesso mancano solo 3 comuni su 11 all'appello: Massa e Cozzile, Borgo a Buggiano e Uzzano. Per tutti è solo questione di settimane. Come si può dire che questo non sia stato un processo democratico? Leggendo gli interventi di alcuni esponenti delle opposizioni sui giornali sembra che i sindaci siano un gruppo di carbonari che agisce nell'ombra e che solo le opposizioni siano maestre di democrazia. Si tratta soltanto di una serie infinita di polemiche sterili, a cui non segue alcun tentativo di dar vita a un reale dibattito democratico o di coinvolgere la cittadinanza».

Galligani si riferisce soprattutto alle uscite del Movimento Cinque Stelle che più volte, nelle scorse settimane, è intervenuto criticando il processo di Unione in atto. «In alcuni casi - dice ancora Galligani - i partiti che attualmente governano alcuni comuni, per esempio Larciano e Ponte Buggianese, ente di cui io sono sindaco, avevano messo nel programma elettorale la volontà di realizzare processi di Unione o comunque di aggregazione delle funzioni. La questione è discussa e dibattuta da anni all'interno dei partiti che hanno il compito di creare e intercettare il consenso. Questa è democrazia».

Per quanto riguarda i passaggi successivi per la realizzazione concreta dell'Unione, Galligani spiega che, una volta che tutti e 11 i Comuni avranno approvato lo Statuto, sarà necessario organizzare e strutturare quelle che sono le funzioni condivise previste dallo Statuto: suap, turismo, istruzione e programmazione. Nel futuro poi ci potrebbe essere la possibilità che tali funzioni aumentino, ma c'è bisogno di tempo.

«Questi non sono cambiamenti che possono avvenire in un giorno - conclude, infatti - certo è che la realtà ci fornisce esempi concreti di come, anche a seguito dell'abolizione delle province, sia necessario trovare soluzioni a questioni che non riguardano i singoli comuni ma il territorio nella sua interezza. I problemi nati su alcune strade, come la Camporcioni, ne sono una testimonianza».

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