Il dolore
«Niente profughi senza interpellarci»
Comune e Forza Italia di Montecatini contro l’ipotesi di 40 pachistani in una villa privata dietro il municipio. «Le zone vanno concordate»
MONTECATINI. È dietro il municipio di viale Verdi la villa di un privato che accoglierebbe il gruppo di una quarantina di pachistani in arrivo in città.
La conferma arriva da Alberto Lapenna in una conferenza stampa nella sede di Forza Italia in via Michelangelo: «È impensabile che, in pieno centro, venga creato un borgo di immigrati. Ho parlato con il sindaco Giuseppe Bellandi. Il privato, proprietario della casa, ha contattato direttamente la Prefettura. Il Comune non c’entra niente. Bellandi mi ha assicurato che si metterà di traverso e non ho motivo di dubitare della sua parola».
Da indiscrezioni emerge che l’abitazione si trova in via Magenta. «Non abbiamo niente – prosegue Lapenna - contro gli extracomunitari. Ce ne sono diversi vicino a Grotta Maona, sopra casa mia. Sono bravissimi ragazzi e quella è un’area adatta all’accoglienza, come è adatta Marliana. Invitiamo perciò il prefetto a privilegiare le periferie dato che Montecatini vive di turismo e ha già troppi problemi da affrontare».
[[atex:gelocal:il-tirreno:montecatini:cronaca:1.13907198:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/montecatini/cronaca/2016/08/02/news/a-larciano-10-richiedenti-asilo-che-provengono-dal-bangladesh-1.13907198]]
È più o meno la stessa posizione che esprime il vicesindaco, e assessore al sociale, Ennio Rucco. In una nota scrive: “Io voglio essere chiaro su una cosa: non venga in mente a nessuno di dare disponibilità di immobili senza confrontarsi con il Comune, perché la città non accetta imboscate su temi così delicati. Abbiamo sempre gestito la questione con disponibilità e senso del dovere, sia sotto il ministro Maroni, sia sotto Alfano, ma sulla base di un coinvolgimento del Comune. Come ogni estate il nostro paese è impegnato ad affrontare l'emergenza determinata da ondate di arrivi. Montecatini è uno delle poche migliaia di Comuni italiani che è interessato dal modello di accoglienza diffusa deciso dalla Prefettura, questo perché in Italia recenti ricerche hanno dimostrato che solo un Comune su quattro è chiamato in causa. Se da un lato il ministro Alfano ha annunciato una distribuzione più equa delle quote (fissate in 2 migranti ogni 600 abitanti, ndr), nella nostra Provincia queste devono aumentare, dice lo Stato”.
Poi Rucco spiega: «Il Comune non ha alcun tipo di ruolo nella questione, l’accoglienza è gestita tramite bandi pubblici della prefettura, su fondi ministeriali. Il nostro timore è che privati proprietari possano aver messo a disposizione immobili senza avercelo detto. Noi però pretendiamo di essere informati su quello che accade: alcune zone della città, quelle turistiche e commerciali, devono essere tutelate maggiormente. Un hotel che ha pochi clienti, per esempio, non può accogliere un gruppo di profughi, perché andrebbe a danneggiare le strutture ricettive vicine e l’intero comparto, e quindi l’economia cittadina. Anche se non abbiamo tante armi in nostro possesso, la città deve far sentire il proprio dissenso nel caso di ipotesi di questo tipo».
Il vicesindaco, come Lapenna, sottolinea la perfetta integrazione avvenuta tra i quindici migranti ospiti in una struttura a due passi da Grotta Maona e i residenti del quartiere. «Quella collocazione è passata in maniera molto positiva - dice - com’era passata in modo positivo l’accoglienza fornita nel 2010 nei locali della Misericordia, in zona sud. Quindi ci sono aree adatte e altre meno. E, ribadisco, la cosa deve essere concordata con il Comune, altrimenti ci faremo sentire».(g.l.p. - lu.si.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
