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A Larciano 10 richiedenti asilo che provengono dal Bangladesh

Il sindaco di Larciano, Lisa Amidei
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Il sindaco di Larciano, Lisa Amidei

L’annuncio del sindaco lisa Amidei che promette incontri pubblici con i cittadini

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LARCIANO. Risale al 13 luglio scorso l'arrivo di sei rifugiati in un appartamento di via Aldo Moro a Lamporecchio. E a breve toccherà anche a Larciano - l'unico Comune della Valdinievole che al momento ne è privo - ospitare dieci richiedenti asilo originari del Bangladesh. A dare la notizia - anche se non si conosce ancora la data precisa del loro arrivo - è la sindaca Lisa Amidei. «In quanto amministrazione comunale - si legge in una nota condivisa anche sulla sua pagina Facebook - siamo stati contattati da un'associazione che si occupa dell'accoglienza di rifugiati e del loro inserimento all'interno della società attraverso progetti di inclusione sociale. Gli accordi sono unicamente fra l'associazione, e quindi la prefettura, ed il privato disposto ad affittare il proprio immobile».

Secondo l'organizzazione dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) - costituito dalla rete degli enti locali - durante la permanenza nel territorio del Comune i rifugiati non riceveranno soltanto vitto e alloggio, ma anche un’accoglienza integrata in previsione del loro reinserimento nel tessuto sociale mediante, ad esempio, corsi di italiano e lezioni di economia domestica.

«Anche Larciano - conclude Amidei - si troverà presto ad affrontare questa situazione. Per l'occasione saranno organizzati degli incontri con la cittadinanza, le forze dell'ordine, le associazioni e le parrocchie per parlare dell'accoglienza dei rifugiati e non appena avremo predisposto il calendario, lo comunicheremo ai cittadini. Il nostro obiettivo, infatti, è che partecipi il maggior numero possibile di persone. Tra i tanti argomenti trattati verrà anche spiegato che il Comune prende atto dell’arrivo dei rifugiati ma, pur tutelando sempre la comunità, non può e non deve fare ostruzionismo. Il rapporto, infatti, è tra associazioni o cooperative ed i privati».

Martina Trivigno

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