Sicurezza
Business Park, cancellata l’area industriale
Il consiglio comunale ha adottato la delibera che avvia il procedimento di variante urbanistica. «Un’idea diversa di sviluppo»
PESCIA. Business Park atto secondo. Il consiglio comunale di giovedì ha approvato a maggioranza l'avvio del procedimento per ridimensionare le aree produttive previste nella zona di Macchie di San Piero.
In realtà, già nella scorsa seduta del 19 luglio, era stata votata una delibera che ratificava di fatto la decisione politica di azzerare la costruzione del Business Park, così come promesso in campagna elettorale, ma alla votazione avevano partecipato anche dei consiglieri proprietari di terreni o in rapporto di parentela/affinità con proprietari interessati all'atto, pertanto per “rispetto della legalità e correttezza istituzionale”, il Comune aveva scelto di non pubblicare la delibera, inibendone così l'esecutività e di procedere, in via di autotutela, all'annullamento dell'atto e a una nuova votazione. E così è avvenuto giovedì sera.
È stato dunque ufficialmente avviato l'iter per adottare la variante al piano strutturale che restituirà quella zona della città alla sua vocazione “agricola” rinunciando ad insediarvi delle attività produttive e destinando le stesse (qualora ve ne fosse richiesta) in quegli spazi che al momento sono inutilizzati (presenti anche alle Macchie di San Piero fabbriche abbandonate da diversi anni). «È proprio su queste aree che soprattutto bisogna puntare per soddisfare la domanda di chi su questo Comune desiderasse avviare attività manifatturiere e necessitasse di aree coperte - ha ribadito nel suo intervento l'assessore all'urbanistica Paolo Cecconi - perché la scelta affonda le radici nella necessità di utilizzare nuovo suolo in maniera parsimoniosa, in quanto bene non riproducibile, riqualificando piuttosto gli spazi non utilizzati».
Il ridimensionamento dell'area produttiva prevede una diminuzione di superficie del 96%, passando dai 125.000 metri quadrati previsti originariamente nel piano strutturale approvato nel 2012, a circa 5.000 della futura variante. «Un'idea diversa di sviluppo della città - l’ha definita il sindaco Oreste Giurlani - non si tratta semplicemente di eliminare delle volumetrie o di rispettare un impegno elettorale, ma di fare scelte diverse: dalla messa in sicurezza del territorio allo sviluppo del florovivaismo, tanto che investiremo sul Mefit e l'idea di investire sul Mefit va proprio in quella stessa direzione. Stesso discorso vale per la cultura e la montagna, insomma un'idea di sviluppo di Pescia sostanzialmente differente da quella che aveva la precedente amministrazione».
Ciò non significa che l'amministrazione Giurlani voglia precludere lo sviluppo industriale della città. «Qualora ci fosse qualche azienda interessata a investire sul nostro territorio - ha concluso Giurlani nel suo intervento - si faccia avanti che gli spazi ci sono».
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