Attenzione
Un libro dello scrittore-medico per finanziare progetti di ricerca
MONTECATINI. Successo del libro “Vite incrociate”, scritto dal medico gastroenterologo Paolo Montalto e pubblicato in veste bilingue, con traduzione inglese a fianco. Che è già uscito anche in...
MONTECATINI. Successo del libro “Vite incrociate”, scritto dal medico gastroenterologo Paolo Montalto e pubblicato in veste bilingue, con traduzione inglese a fianco. Che è già uscito anche in versione e-book. Montalto racconta una serie di storie vere di pazienti sottoposti a trapianto di fegato. Storie che, in un alternarsi del punto di vista medico-paziente, vanno a mescolarsi con le tappe fondamentali della vita professionale e umana di Montalto, per anni a Londra intento a specializzarsi in epatologia e gastroenterologia.
Il ricavato della vendita del libro ha come obiettivo offrire ogni anno a un giovane gastroenterologo italiano la possibilità di sviluppare un progetto di ricerca clinica in malattie del fegato presso il Royal Free Hospital di Londra a nome di Montecatini Mimi No Profit e di Aigo. Tutto nel segno del professor Andrew K Burroughs, maestro di vita e di professione di Montalto, scomparso prematuramente.
«Aigo e Mimi – racconta Montalto : stanzieranno ciascuna 5.000 euro. Il professor Massimo Pinzani, fiorentino, (attuale direttore dell’Institute for Liver and Digestive Health e Sheila Sherlock Chair of Hepatology - Ucl) si preoccuperà del tutoraggio del giovane collega, e sarà la guida per il progetto di ricerca clinica da sviluppare. Il mio libro “Vite Incrociate” ripercorre il mio periodo formativo (1999 - 2001) al Royal Free Hospital, sotto la guida di Andy, la casa madre dell’epatologia. Di madre italiana e padre inglese, Andy era innamorato del nostro Paese. Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Firenze, aveva però basato la sua attività clinica in Italia a Montecatini». È stata creata anche la versione “epub” (per il momento solo l inglese), già disponibile sui principali portali internazionali.
«Londra è lo sfondo naturale a tutta la narrazione, ed era impensabile non poter condividere il libro con i colleghi ed i pazienti inglesi o con i colleghi stranieri che hanno percorso con me quell’esperienza. Dopo la pubblicazione del libro ho scoperto l’esistenza di un filone narrativo in espansione esponenziale negli ultimi anni in Italia. Si è sentita quindi l’esigenza di recuperare il rapporto medico-paziente. È stata una sorpresa trovarmi fra i relatori della Summer School di Medicina Narrativa ad Anghiari pochi giorni fa, insieme a Laura Mazzeri (autrice di “Tra Due Vite”, Giunti Editore). Così come la richiesta di una copia del libro per recensione da parte di una rivista internazionale di medicina narrativa che ha sede a New York». (g.l.p.)
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