Il Tirreno

Montecatini

Limite a 40, paura multe sulla Camporcioni

di Luca Signorini
Gli operai della Provincia di Pistoia hanno appena posizionato i nuovi cartelli sulla provinciale (foto Nucci)
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Gli operai della Provincia di Pistoia hanno appena posizionato i nuovi cartelli sulla provinciale (foto Nucci)

Dalla Stradale alla polizia municipale: tutte le forze dell’ordine hanno la competenza per far rispettare il provvedimento della Provincia di Pistoia

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MONTECATINI. E ora chi controlla il rispetto del nuovo limite di velocità (40 chilometri all’ora, anche se appena superato Obi, in direzione Ponte, c’è sempre un cartello che fissa 70) sulla Camporcioni? Un pò tutti, lo dice l’articolo 12 del codice della strada. Si parte dalla Polizia Stradale, poi Guardia di finanza, polizia provinciale e polizia municipale, nei rispettivi territori di competenza (nel caso della provinciale sono quattro, visto che i sei chilometri di tracciato attraversano i Comuni di Montecatini, Massa Cozzile, Ponte Buggianese e Chiesina Uzzanese). Il cruccio maggiore degli automobilisti è proprio questo, cioè la paura delle multe una volta superata l’andatura consentita dall’ordinanza pubblicata dalla Provincia di Pistoia, entrata in vigore di fatto lunedì. Il tema della sicurezza, che di primo acchito pare più importante, sembra passare forse in secondo piano.

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«Nel nostro tratto di competenza, prima come oggi, siamo sempre intervenuti noi in caso di incidenti o di altri fatti che comportano conseguenze alla circolazione - spiega Michela Cupini, comandante della municipale di Montecatini - consideriamo la Camporcioni alla pari del resto della viabilità comunale. È certo che le nostre forze sono ridotte, e per ora non abbiamo avviato alcun servizio specifico per quanto riguarda questa strada. In futuro vedremo, potremo anche utilizzare lo strumento che ci consente di rilevare le targhe e il corretto pagamento delle assicurazioni».

Anche il comando provinciale della Polizia Stradale non ha preso alcun provvedimento sulla Camporcioni. Gli agenti hanno la competenza su tutte le strade del territorio nazionale, ma con delle priorità: prima di tutto vengono i tratti autostradali, poi la viabilità statale, quindi quella regionale. Le strade provinciali, nel ragionamento, sono in sostanza “residuali”. Ma vengono comunque tenute sott’occhio.

Per far rispettare il limite, altri accorgimenti, oltre che gli agenti di pattuglia, non dovrebbero essere previsti. Gli autovelox o speed check, per esempio, difficilmente arriveranno, e sempre per il solito motivo, ovvero le casse vuote della Provincia. Sarà quindi necessario abituarsi per i migliaia di automobilisti che transitano sulla Camporcioni: un passo a rilento, probabili file (negli orari di punta) e quasi sicuri rallentamenti per la velocità da crociera a cui sono costretti i veicoli. E non per il timore delle contravvenzioni, ma per prevenire il rischio sicurezza. Perché una cosa è certa: la provinciale è pericolosa, è un groviera di buche e dossi, ha gli incroci a raso con scarsa visibilità, è trafficata, ma poco considerata.

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