Il Tirreno

Montecatini

In 900 chiedono più sicurezza al 118 della Valdinievole

di Martina Trivigno
In 900 chiedono più sicurezza al 118 della Valdinievole

Nasce anche un gruppo Facebook per reintegrare il numero dei medici in servizio. Mozione in consiglio a Montecatini

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MONTECATINI. I tagli al servizio medico del 118 di via San Marco preoccupano i cittadini termali e, per rendersene conto, basta dare un'occhiata al gruppo Facebook “Rivogliamo il medico al 118 di Montecatini Terme” a cui hanno aderito, in pochi giorni, oltre 900 membri per sollecitare l'amministrazione comunale a prendere una forte posizione sulla questione.

E intanto il consigliere del Movimento 5 Stelle Cristiano Berti ha presentato una mozione - inserita all'ordine del giorno del consiglio comunale di giovedì 28 luglio - sottolineando come la città «debba tornare ad avere il massimo livello di prevenzione delle emergenze soprattutto per la sua vocazione turistica».

E a rincarare la dose ci pensa Sondra Vezzosi, fondatrice del gruppo Facebook. «L'assenza del medico - dice - soprattutto nelle ore notturne, rappresenta un problema. Parlo per esperienza personale perché mio padre è scomparso all'età di 66 anni dopo una lunga malattia. Riconosco il grande lavoro svolto da infermieri e volontari, ma se non ci fosse stato il medico, in diverse occasioni, mio padre non ce l'avrebbe fatta a sopravvivere. È impensabile, dunque, che in una città come Montecatini il medico debba arrivare da Pescia o da Lamporecchio».

Al momento, infatti, sono tre le automediche in servizio in Vadinievole, 24 ore su 24, per le emergenze: Montecatini, Pescia e Lamporecchio, che operano su tre turni (6 ore di giorno e 12 la notte). Negli ultimi mesi, però, a rotazione, il servizio sanitario risulta sprovvisto di medico.

«In Toscana - scrive in una nota il dottor Piero Paolini, direttore area 118 dell'Asl Toscana Centro - come in larga parte del paese, è in atto una rivisitazione dei sistemi di emergenza territoriale. Per questo la Regione ha istituito un'apposita commissione di esperti che, anche attraverso il necessario confronto con le associazioni di volontariato e la Croce rossa, elabori un documento che risponda alle indicazioni della Legge e alle esigenze dei pazienti e del territorio».

«La provincia di Pistoia - continua Paolini – non è esente dal processo di riorganizzazione. Questo non significa depauperare un servizio di primaria importanza, ma cercare di integrare al meglio le varie componenti che caratterizzano il mondo dell’emergenza».

Paolini spiega che, nelle ore notturne in cui non è presente il medico a bordo dell'automedica, l'operatività viene assicurata da tre livelli assistenziali: le ambulanze con soccorritori esperti ed abilitati all'uso del defibrillatore, le ambulanze infermieristiche e le automediche.

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