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Sindaco denuncia consigliere, in procura la lite sul business park

di Maria Salerno
Sindaco denuncia consigliere, in procura la lite sul business park

Non sono per niente piaciute le dichiarazioni in commissione in cui faceva riferimento a possibili interessi di rappresentanti della lista di Giurlani. È stato ravvisato il reato di calunnia di fronte a una autorità

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PESCIA. Il consigliere comunale Oliviero Franceschi (Lega Nord) è stato denunciato per calunnia dal sindaco Oreste Giurlani e dal presidente della commissione territorio, Lucia Guidi.

Motivo? Alcune dichiarazioni che lo stesso avrebbe rilasciato durante i lavori della commissione del 7 luglio scorso, in ordine a «possibili interessi legittimi» da parte di alcuni consiglieri eletti nella lista del sindaco sulla variante relativa al business park (nella zona industriale di Macchie di San Piero). La stessa che è stata stoppata dalla giunta 12 ore dopo essere stata votata quasi all'unanimità dal consiglio comunale, perché alla votazione avevano partecipato proprio quei consiglieri cui alludeva Franceschi, che sono proprietari di terreni o in rapporto di parentela/affinità con proprietari interessati all'atto.

«Si cerca di far incriminare il consigliere che ha avuto quella premonizione di possibili interessi legittimi da parte dei consiglieri comunali eletti dalla lista del sindaco e appoggiata da quelli dello zappetto per due semplici, ma abbastanza biechi motivi - ha sottolineato Franceschi - il primo è il tentativo di dimostrarsi uno più accondiscendente dell'altro alla distruzione di un'area indispensabile per lo sviluppo e l'insediamento di nuove attività, il secondo è far tacere una voce scomoda e che dubitava a torto o a ragione della limpidezza di quel percorso».

Secondo il sindaco Giurlani e la consigliera Guidi le dichiarazioni di Franceschi sono state «pesantissime», al punto da potere (dovere) essere trasmesse alla procura in quanto in esse «si ravvede una possibile ipotesi di reato di calunnia - come si legge nel documento trasmesso all'autorità giudiziaria - per il fatto che i sospetti esplicitati siano stati resi ad un'autorità, quale il presidente di una commissione consiliare».

Sarà stato anche questo “precedente” ad avere ingenerato nell'amministrazione un atteggiamento più che prudenziale nei confronti dell'atto votato e poi annullato «per rispetto della legalità e correttezza istituzionale».

«Non sono affatto intimorito - ha ribadito Franceschi, soprattutto dopo il dietrofront della giunta alla votazione della variante - e mi sento ancora più forte che mai nelle mie convinzioni, mentre qualcuno ridacchiava per la mia possibile incriminazione, io sono dispiaciuto per l'incompetenza di questi amministratori, che porterà guai a consiglieri inesperti e di prima nomina, che sono stati strumento per una possibile repressione nei miei confronti e strumento di chi vuole solo i loro voti fregandosene se per questo andranno incontro a potenziali guai».

Per parte loro, i consiglieri della maggioranza in questione non hanno mai fatto mistero - fin dal momento della propria elezione - della posizione di assoluta contrarietà nei confronti dell'edificazione del progetto del business park (per la serie: se qualche interesse c'è, lo stesso è stato abbondantemente reso pubblico), facendone di fatto una bandiera coi propri elettori, coi quali, forse per la prima volta, a distanza di due anni, si sono sentiti di avere “onorato” un impegno preso in campagna elettorale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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