Il Tirreno

Montecatini

Le domeniche ecologiche per combattere lo smog

di Luca Signorini
La centralina Arpat di via Piaggia a Capannori
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La centralina Arpat di via Piaggia a Capannori

Otto Comuni (su 11) della Valdinievole approvano un piano di azione condiviso per migliorare la qualità dell’aria

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MONSUMMANO. Un piano di azione unico “con la finalità di individuare le azioni contingibili e urgenti per ridurre il rischio di superamento dei limiti normativi degli inquinanti atmosferici”. In sostanza, dopo le ordinanze pubblicate a macchia di leopardo, in tempi e modi diversi, otto Comuni della Valdinievole (ad eccezione di Marliana, Larciano e Lamporecchio) firmano un documento di area con obiettivo il “risanamento della qualità dell'aria”. E varano le domeniche ecologiche.

Si parla in pratica delle PM10 (che sono prodotte principalmente dagli impianti di riscaldamento delle abitazioni e dal traffico veicolare): le polveri sottili inquinanti che si trovano nell'aria che respiriamo, e che sono capaci di assorbire sulla loro superficie diverse sostanze con proprietà tossiche come solfati, nitrati, metalli e composti volatili. Parte quindi una campagna condivisa per la lotta allo smog. Il provvedimento era stato annunciato nel gennaio scorso al termine di una riunione della Conferenza dei sindaci della Valdinievole, dopo un periodo di discussioni a causa dei continui sforamenti dei limiti delle emissioni di polveri sottili (che, come noto, vengono monitorate dalla centralina di Capannori). La strategia da quel momento è diventata unica a livello di territorio. E a distanza di qualche mese ecco il documento.

Le azioni condivise per migliorare la qualità dell’aria sono una campagna informativa di educazione ambientale, l’istituzione, tra il 1 novembre e il 31 marzo, di almeno due domeniche ecologiche in Valdinievole durante le quali organizzare una serie di iniziative di sensibilizzazione. E poi i provvedimenti urgenti (sempre nel periodo 1 novembre-31 marzo): divieto di abbruciamento all’aperto dei residui vegetali, utilizzare i mezzi pubblici per gli spostamenti, evitare di tenere i bambini ad un'altezza di 30-50 centimetri dal suolo, utilizzare in modo condiviso l'automobile, per diminuire il numero dei veicoli circolanti, tenere una guida non aggressiva, limitando le brusche accelerazioni e frenate, effettuare verifiche periodiche agli scarichi dei veicoli, sia di auto che di moto e motorini, e favorire tecniche agricole che evitano l’accensione di fuochi all’aperto con combustione di biomasse. Se tutto questo non dovesse bastare, allora scatterà lo stop ai sistemi di riscaldamento.

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