Il Tirreno

Montecatini

Ferrovia sopraelevata: ecco come potrebbe essere

di David Meccoli
Ferrovia sopraelevata: ecco come potrebbe essere

Montecatini, dalla stazione grande all’ippodromo da 3 a 4,5 metri di altezza. La maggioranza ora chiede il contributo di tutta la città

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MONTECATINI. I binari si alzeranno dalla stazione “grande” (cui si accederà attraverso una banchina più spostata verso Pieve a Nievole) fino a raggiungere la massima altezza tra via Tripoli (tra i 3 e 3,30 metri e dove sarà abbassata la sede stradale) e via del Salsero- via Marruota (4,5 metri) per tornare infine all'attuale piano di scorrimento dopo l'ippodromo. È su questa base, per ora una sorta di studio preliminare - per un vero progetto si dovrà attendere fine settembre - che si svilupperà il raddoppio della ferrovia nei circa 700 metri di lunghezza di attraversamento del centro di Montecatini. O, almeno, è quanto si augura la maggioranza politica e (pronti a essere smentiti da un referendum che potrebbe tenersi in contemporanea con quello sulle riforme costituzionali) probabilmente la quasi intera città.

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Dopo l'approvazione unanime in consiglio comunale di una mozione che ha detto no al raddoppio a raso e dopo quella (stavolta solo da parte della maggioranza) in favore della sopraelevata, Pd e MontecatineSì hanno voluto fare il punto. Non senza togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «La città - dice Massimo Morini - potrebbe ritrovarsi, con il raddoppio in sopraelevata, unita come non lo è mai stata. E pensiamo da dove siamo partiti: nel settembre 2014 Rfi prevedeva solo l'eliminazione dei tre passaggi a livello e la realizzazione di 3 muri».

«C'è chi dice - spiega Pietro Rosellini - che una sopraelevata potrebbe creare un ricettacolo di cose non belle. Ma proprio per questo ora è tempo per tutti di dare un contributo per migliorare il progetto, che potrebbe vedere la realizzazione di parcheggi, piste ciclabili e mercato coperto».

Da Siliana Biagini arriva un preciso appello («Dispiace che finora nessuna delle associazioni albergatori abbia detto la sua sul raddoppio: dovremmo invece essere tutti uniti se vogliamo avere più forza contrattuale con Rfi»), ma anche un dito puntato contro il comitato Montecatiniunasola. «È stata l'assemblea del Pd - dice la consigliera - ad approvare fin dall'inizio del 2015 l'idea della sopraelevata. Poi è arrivato il comitato che ha cercato di far proprio il progetto, accusando ingiustamente l'amministrazione di essere a favore della soluzione a raso. E ora cerca di prendersi meriti che non ha».

Parole di elogio, invece, per l'altro comitato (“Paesaggi urbani”) e speranza per una continuità con una eventuale (quanto di difficile esecuzione) sopraelevazione anche a Pieve («Favorirebbe i successivi interventi a Montecatini ed eviterebbe problemi di traffico in piazza Italia». Bocciatura, infine, per l'ipotesi interramento. «Il progetto di inizio anni 2000 - dice l'assessore ai lavori pubblici Franco Pazzaglini - parlava di 80 milioni (poi saliti a 120), dei quali la metà a carico del Comune. Senza contare i problemi causati dalle acque termali e da quelle sotterranee di tre fiumiciattoli».

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