Variante al business park, la votazione è da rifare
La giunta di Pescia ha sospeso l’atto che era stato approvato in aula. «Hanno partecipato alle votazioni anche consiglieri proprietari di terreni»
PESCIA. Una sala del consiglio comunale gremita quella di martedì 19 luglio, in cui non sono mancati neanche gli applausi da parte del pubblico, intervenuto massicciamente per seguire la discussione sulla variante relativa al business park. Quella che avrebbe dovuto avviare il procedimento per azzerare la costruzione dell’area produttiva alle Macchie di San Piero.
E in effetti dopo la votazione che di fatto avrebbe azzerato la realizzazione dei 125 mila metri quadrati di superficie coperta sulla piana pesciatina, riducendola del 96 per cento (circa 5 mila mq) così come previsto dal piano regolatore del 1999, tutti sembravano essere tornati a casa più sereni e soddisfatti. Ma circa 12 ore dopo, la giunta invia un comunicato in cui annuncia la revoca della delibera votata. Motivo? «Da verifiche effettuate, l'amministrazione comunale ha appurato che alcuni consiglieri che, ieri sera, hanno votato la variante relativa al business park, sono proprietari di terreni o in rapporto di parentela/affinità con proprietari interessati all’atto - si legge nella nota ufficiale - Nonostante la variante abbia, come noto, carattere riduttivo e si tratti soltanto di un mero avvio del procedimento, per tale motivo sarebbe stato opportuno astenersi. Per rispetto della legalità e correttezza istituzionale, l'amministrazione comunale non pubblicherà la delibera, inibendone così l'esecutività e procederà, quanto prima, in via di autotutela, alla revoca della stessa ed alla contestuale approvazione del nuovo atto, senza la partecipazione al voto dei consiglieri interessati».
L'agognato azzeramento del business park, che per una sera era persino riuscito a mettere d'accordo maggioranza e opposizione (almeno una parte), dunque, dovrà essere rivotato al prossimo consiglio comunale.
«Si tratta semplicemente di voler essere ligi ai regolamenti trattandosi di materie delicate - ha precisato l'assessore ai lavori pubblici Paolo Cecconi - anche se in questo caso non si trattava di un provvedimento che andava a valorizzare dei terreni, ma semmai a deprezzarli. Ad ogni modo al prossimo consiglio ripeteremo la votazione senza la partecipazione dei consiglieri interessati».
Scelta discutibile per alcuni, anche perché i consiglieri in questione hanno costruito la propria campagna elettorale proprio su questo impegno e non hanno mai fatto mistero del fatto che la loro presenza in consiglio fosse finalizzata a tutelare e rappresentare gli interessi di quella parte di popolazione contraria alla costruzione dell'area industriale.
Sotto il profilo formale, forse, appare corretto il dietrofront della giunta Giurlani, ma se si guarda la questione dal punto di vista politico, proprio per quei consiglieri (più di altri) si è trattato della celebrazione di una vittoria, quella che si porta a casa solo dopo essere riusciti ad onorare un impegno pre elettorale coi propri elettori.
«La politica è vigliacca quando non mantiene l'impegno coi cittadini» ha sintetizzato il consigliere Marco Niccolai (Pd) alla vigilia del voto. E a queste parole tutti in sala hanno risposto applaudendo, mostrando che forse la cifra politica di quell'atto era tutta lì.
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