Attenzione
Strade abbandonate, protesta la Valleriana
Il circolo di Vellano ha spedito una lettera a prefetto, Provincia e Comune. «Bloccheremo l’autostrada il 15 agosto»
PESCIA. Bloccare l’autostrada Firenze Mare il 15 agosto, «così gli automobilisti sull’A11 proveranno ciò che proviamo noi, che abbiamo le vie impraticabili», ed esporre le fotografie delle strade «abbandonate» alla festa regionale del Partito democratico in corso di svolgimento nella frazione di Santomato, a Pistoia.
Sono queste le due clamorose forme di protesta che stanno pensando nella Svizzera Pesciatina. Se ne fa portavoce il circolo Arci di piazza del Convento a Vellano, paese capoluogo della Valleriana, che ha scritto una lettera al prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni, al presidente della Provincia Rinaldo Vanni, e al sindaco di Pescia, Oreste Giurlani. Si legge nella lettera firmata dal presidente Sandro Maltagliati: «Facendosi interprete anche delle giuste dimostranze e lamentele della popolazione che vive in montagna, soprattutto nei paesi della Valleriana e confinanti, richiamiamo la vostra attenzione sullo stato di abbandono e di completo degrado nel quale versano le strade provinciali di questa zona».
La missiva indica poi nel dettaglio tutti i problemi: «L'erba alta, i rovi e i rami delle piante invadono ormai gran parte della carreggiata stradale, coprendo praticamente i muri laterali, i paracarri e gran parte della segnaletica, costringendo le vetture a transitare al centro della strada con rischio continuo di incidenti. La situazione poi si manifesta ancora più pericolosa per coloro che si muovono in moto e per i ciclisti, vista anche la continua caduta di rami secchi, dei sassi smossi dalla vegetazione in crescita e dalle innumerevoli buche presenti sul manto stradale».
Prosegue l’appello del circolo Arci di Vellano: «La popolazione è fortemente contrariata e si rende conto che, tra pochi mesi, l'incuria attuale significa che tutti i canali di scolo saranno completamente ostruiti e che per ogni pioggia ci sarà il rischio reale di vedersi cadere addosso ogni sorta di materiale o vedere trasformate le strade in torrenti, piene di ghiaia e detriti. Si ricorda inoltre che persistono da anni numerose frane e smottamenti del terreno, per i quali non è stata trovata alcuna soluzione o avviati lavori di messa in sicurezza. Nei centri abitati, le piante che costeggiano la carreggiata non vengono potate e custodite da anni con il risultato che la vegetazione annulla la pubblica illuminazione e ostruisce anche quei pochi parcheggi disponibili».
E così, riporta in conclusione la lettera, «fermo restando la situazione attuale, non si escludono forme di protesta eclatanti che coinvolgeranno l'intera popolazione, le associazioni e i circoli presenti sul territorio, in modo da richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e dei mezzi di informazione in generale sullo stato di abbandono della viabilità in montagna».
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