Il dolore
Raddoppio, la sopraelevata unica ipotesi
La maggioranza vota una mozione per la «soluzione migliore» sulla ferrovia. L’opposizione: «Ci voleva l’interramento»
MONTECATINI. La maggioranza si scopre innamorata della soluzione sopraelevata, ma sul raddoppio della ferrovia non convince le opposizioni. Passa infatti la mozione condivisa da Pd e MontecatineSì che, di fatto, accantona sia la soluzione a raso («altamente deleteria» a causa dei muri di divisione, dei varchi insufficienti a garantire adeguati collegamenti nord-sud, dei sottopassi a rischio allagamento), sia l'interramento (a causa dell'impossibilità di superare ostacoli economici e di natura tecnica, legati al torrente Salsero). Una posizione sulla quale si registra - e pubblicamente è la prima volta - la netta condivisione anche da parte del sindaco Giuseppe Bellandi e del vicesindaco Ennio Rucco. Tutti d'accordo sul fatto che la sopraelevata, come si legge nella mozione, avrebbe costi contenuti (in quanto lunga solo 700 metri), eliminerebbe la necessità dei sottopassi, garantirebbe migliori collegamenti e lascerebbe inalterate le attuali strade (semplicemente eliminando i passaggi a livelli oggi presenti), senza contare che nelle aree sottostanti potrebbero essere creati numerosi servizi (piste ciclabili, mercato coperto, parcheggi, giardini).
Il consiglio comunale, quindi, «sostiene con convinzione l'intervento di raddoppio in sopraelevata e incarica il suo organo rappresentativo a continuare il rapporto con Rfi per conseguire questo risultato, non escludendo assolutamente l'indizione di un referendum popolare consultivo, che dia maggiore peso e responsabilità a tale soluzione».
«Prima di prendere una posizione - ha spiegato il sindaco - era necessario valutarne la fattibilità. Ora che è stata accertata, la sopraelevata è per me la soluzione migliore».
Ma l'opposizione non ci sta. Luca Baroncini (Mi piace) ha detto che «non è possibile che non si conosca ancora una posizione ufficiale di Rfi e Regione. Possiamo escludere l'ipotesi del muro in via del Salsero? Abbiamo documenti e analisi o solo congetture? E quali margini di trattativa ha il Comune con Rfi?».
Riccardo Sensi (stesso gruppo) ha aggiunto: «Perché non abbiamo chiesto a Rfi una progettazione preliminare sull'interramento o la deviazione dei binari verso sud? Ci dicono che la prima ipotesi costa, ma quanto? Perché non ce lo hanno mai detto? Le ipotesi attualmente sul tavolo non sono per noi soddisfacenti: dobbiamo essere in grado di scegliere razionalmente. La mozione del Pd non è mai stata discussa con la minoranza e presenta solo una ipotesi: non è un buon modo di fare gli interessi del territorio».
Alla fine, sull'argomento, oltre alla mozione della maggioranza (e nonostante la richiesta congiunta dei consiglieri Sensi e Motroni di sospendere e rinviare la votazione), è passata anche quella presentata da Cristiano Berti (M5S) sull’invito da fare a Rfi di partecipare alla commissione assetto del territorio.
In consiglio si è parlato anche di Terme (Sensi ha segnalato la “scomparsa” della gru al cantiere delle Leopoldine e il sindaco ha detto che si informerà) e dell'eternit alla Kartos: l'assessore ai lavori pubblici Franco Pazzaglini ha assicurato che l'intervento di incapsulamento si farà, senza fare rimozioni e senza toccare il manufatto e quindi senza pericoli per i cittadini (e gli studenti, vista la vicinanza con un plesso scolastico). Ma per Baroncini «anche se l'assessore sembra minimizzare la vicenda, il tetto è già rotto e la situazione è già pericolosa oggi, e non solo potenzialmente».
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