Il dolore
Società Terme: «È finita la benzina»
Gli amministratori alla commissione partecipate del Comune di Montecatini: i progetti ci sono ma si viaggia su perdite per 2,5-3 milioni all’anno
MONTECATINI. No news, good news. La presidente della commissione società partecipate, Silvia Motroni, lo aveva detto: «Purtroppo non ci aspettiamo grandi notizie dall'incontro coi vertici delle Terme». E così è stato, ma potrebbe essere meglio: la città potrà forse passare qualche altra settimana senza sapere di un bilancio che con ogni probabilità vedrà il segno meno davanti a una cifra monstre che oscillerà tra i 2,5 e i 3,5 milioni; e magari si illuderà di poter leggere di lì a breve un sostenibile piano industriale in grado di risollevare le sorti della società.
Che poi, alla fine, quel “no news” è anche troppo severo. L'amministratore unico delle Terme Carlo Brogioni, seppur specificando di non poter svelare i dettagli delle varie operazioni (e tantomeno i nomi, che «se acquisiti in maniera errata possono allontanare gli interessati»), ha comunque rivelato che «c'è un ventaglio di opzioni a nostra disposizione in grado di risolvere una situazione di enorme difficoltà finanziaria e allontanare i timori di un concordato». Ma, ha aggiunto, «in questa fase più che di idee abbiamo bisogno di denari: il progetto lo abbiamo, servono le risorse per metterlo in pratica».
Sui numeri, poi, è scesa più nel dettaglio Arabella Ventura. «È finita la benzina - ha detto la consulente - e l'azienda è travolta da un quotidiano che matura tra i 2,5 e i 3 milioni di euro di perdita all'anno».
E non è tutto: «Nel bilancio 2015, che presenteremo alla prossima assemblea dei soci - prosegue Ventura - abbiamo dovuto inserire dei correttivi su perdite contabili che non erano state finora evidenziate. Per esempio consulenze che dal 2010 nessuno aveva accantonato». Totale? Più di un milione di ulteriore passivo per il bilancio.
Ma anche i numeri hanno portato qualcosa di positivo. La marginalità è infatti migliorata per 2-300mila euro (il famoso Mol) e i costi di produzione (consumi, stipendi) si sarebbero abbassati nei primi sei mesi del 2016 di oltre un milione. Il personale, poi, ha reagito bene alla mezza rivoluzione messa in atto. «La procedura di mobilità - spiega Ventura - è stata l'occasione per ridefinire ruoli e funzioni, attivando meccanismi di più stretta collaborazione. Prima sembrava che i lavoratori fossero privi di una mission, ora organizziamo incontri di gruppo (con un massimo di 20 persone) che assegnano a ciascuno nuovi compiti e scadenze. Peccato solo per chi si è tirato fuori: un dipendente non si è nemmeno seduto nel mio ufficio: mi ha dato la mano, ha detto che non era d'accordo sulla riorganizzazione e se ne è andato sbattendo la porta. Una mancanza di rispetto per l'azienda e la città».
Poi è rimasto spazio per qualche altra informazione di “servizio”: il piano industriale punterà molto sulla parte riabilitativa («Il turismo sanitario e sportivo sta andando forte in Italia e con la nostra risorsa idrica potremmo battere la concorrenza», dice Ventura); a giorni uscirà il bando per l'alienazione di Gestioni complementari (complesso Torretta); un altro comparto sul quale fare affidamento è quello della cosmesi (sono in corso trattative con l'azienda “Equilibra”); anche le Panteraie finiranno tra i beni da vendere, ma prima le Terme dovranno rientrarne in possesso e si prospetta una lunga battaglia legale, dato che da un anno e mezzo non riscuote il canone di locazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
