La manifestazione
Lamporecchio ospita sei migranti
I richiedenti asilo aderiscono al progetto Sprar e abiteranno in un appartamento in via Aldo Moro
LAMPORECCHIO. Anche il Comune di Lamporecchio accoglierà, a partire da mercoledì 13 luglio, sei richiedenti asilo che hanno già ottenuto lo status di rifugiato e che aderiscono al progetto Sprar.
Lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è costituito dalla rete degli enti locali e offre non soltanto vitto e alloggio, ma anche un’accoglienza integrata in previsione del reinserimento degli immigrati nel tessuto sociale mediante, ad esempio, corsi di italiano e lezioni di economia domestica. Per informare i cittadini di Lamporecchio, il sindaco Alessio Torrigiani ha scritto loro una lettera aperta, attraverso la quale li invita ad essere ospitali, garantendo comunque vigilanza e controllo.
«Anche il nostro Comune - scrive - è chiamato a rispondere “presente” all’accoglienza dei richiedenti asilo provenienti da Paesi dilaniati da guerre e conflitti, così come ci viene richiesto dalla prefettura». Secondo quanto spiegato dal sindaco, i sei rifugiati abiteranno in un appartamento di proprietà - per cui è stato stipulato un regolare contratto di locazione - in via Aldo Moro (per un periodo che varia da un minimo di 6 mesi ad un massimo di un anno), messo a disposizione da un privato cittadino che ha contattato la Cooperativa che gestisce il progetto.
«Dobbiamo far emergere - continua il sindaco - quel sentimento di ospitalità che ai lamporecchiani non è mai mancato. Al tempo stesso, tuttavia, dobbiamo anche aspettarci e pretendere da queste persone il massimo rispetto verso chi li accoglie. Saremo infatti intransigenti di fronte a comportamenti non consoni e inappropriati».
«In quanto amministrazione comunale - conclude Torrigiani - non abbiamo un ruolo attivo e diretto nell’accoglienza dei profughi. In ogni caso saremo vigili e pronti ad intervenire se ce ne sarà la necessità. Faremo la nostra parte per quanto riguarda la comunicazione, la mediazione e l’attivazione di progetti specifici per impiegare i sei rifugiati, nel tempo residuo che avranno a disposizione, in attività utili alla collettività e al nostro patrimonio pubblico. Sull’argomento, intanto, abbiamo iniziato una serie di incontri con enti ed associazioni per informare e condividere tutti gli aspetti che caratterizzano questa esperienza. Ringrazio in anticipo tutti i miei concittadini per la loro accoglienza che, sono sicuro, non mancherà».
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