Attenzione
Cinque ragazzi del servizio civile accusano: «Lasciati senza stipendio dall’Uncem»
A denunciare il problema dei giovani che hanno lavorato al Comune di Monsummano. Il presidente dimissionario Giurlani: un problema di cassa, ma li pagheremo
MONSUMMANO. «Da oltre un mese non riceviamo lo stipendio dall'Uncem». A denunciare il problema sono cinque ragazzi che attualmente lavorano all'interno del Comune di Monsummano e altri dieci dislocati in vari enti nella Regione, ma il problema dovrebbe riguardare almeno altri ottanta ragazzi che con l'Uncem hanno un contratto co.co.pro, il classico contratto a progetto.
«Avremmo dovuto riscuotere l'ultimo compenso - dicono i ragazzi - relativo ai mesi di aprile e maggio il 10 giugno ma così non è stato. Stiamo continuando a lavorare comunque e adesso dovremmo avere anche i compensi di giugno e luglio. Praticamente da quando siamo passati all'Uncem non abbiamo visto un euro». Tutti i ragazzi interessati vengono da un anno di servizio civile regionale. Dopo aver effettuato diversi tipi di progetti, dislocati in vari enti pubblici, per una durata 12 mesi, riscuotendo dalla Regione le 433,80 euro al mese previste, a tutti è stato proposto di continuare a lavorare per dar continuità ai progetti avviati ma, visti i vincoli che pesano sui bilanci degli enti locali, si è trovato una formula alternativa: quella del contratto a progetto con Uncem.
«Alla scadenza del servizio civile - affermano infatti i ragazzi - gli enti in cui abbiamo prestato servizio ci hanno contattato dicendoci che l'Uncem ci avrebbe proposto un contratto per alcuni mesi». Praticamente i ragazzi hanno continuato a svolgere le mansioni che svolgevano precedentemente durante il servizio civile, stavolta però sotto l'Uncem. Sarebbe stata anche una buona cosa se l'Uncem avesse rispettato gli accordi. «Vedendo che non pagava abbiamo cominciato a sollecitare l'ente - continuano i ragazzi - con mail e telefonate e ogni volta abbiamo ricevuto una risposta diversa per giustificare i ritardi nei pagamenti. Ad oggi non sappiamo se e quando verremo pagati».
Continuano quindi le polemiche sui conti dell'Uncem, salito agli onori della cronaca alcuni mesi fa per non aver pagato i contributi a un dipendente. «Si tratta soltanto di un ritardo - assicura però Oreste Giurlani, presidente dimissionario dell'Uncem - e a breve arriveranno i compensi. Il problema che ha l'Uncem è soltanto un problema di cassa. La maggior parte dei ragazzi di cui si parla hanno prestato un anno di servizio civile all'interno degli sportelli “Ecco Fatto” e affinché tali sportelli non venissero chiusi, in attesa che la Regione emanasse un nuovo bando per il servizio civile, è stato pensato di prorogare l'attività». Si parla di circa 76 sportelli in tutta la Regione per circa 150 ragazzi, ma ci sono anche giovani attivi su altri progetti e altri enti.
«Per questa operazione - continua Giurlani - una parte dei soldi ci viene dalla Regione e una parte la stessa Uncem. Per i pagamenti è solo questione di tempo. Lavorando soprattutto con gli enti locali Uncem subisce i tempi di attesa tipici di tutti coloro che attendono i pagamenti dagli enti pubblici e di conseguenza abbiamo difficoltà con la disponibilità di cassa. Non ci sono però problemi di bilancio. I conti dell'Uncem sono a posto e ci sono stati anche degli utili».
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