Il Tirreno

Montecatini

Una tratta con linea a raso, l’altra da decidere

Una tratta con linea a raso, l’altra da decidere

Montecatini e Pieve, seppur confinanti, sono state inserite dai progettisti in due lotti distinti

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PIEVE A NIEVOLE. Sono a due punti diversi della storia Pieve e Montecatini. Il raddoppio dei binari interesserà entrambi i territori, ma con tempi (e, ripetiamo, modalità) diversi. Pieve a Nievole è stato inserito nei lavori del primo lotto, il cui cantiere è stato inaugurato il 13 maggio scorso a Serravalle Pistoiese.

Si tratta di circa 13 chilometri di binario ex novo in affiancamento all’esistente (lato sud), da Pistoia città fino alla stazione di piazza Italia, a Montecatini. Con la costruzione del nuovo traforo del Serravalle (1,8 chilometri). Spesa totale: 200 milioni di euro. Sono destinati a sparire nove passaggi a livello: a Pistoia (5), Serravalle (2) e Pieve a Nievole (2). Verranno migliorate le stazioni con sottopassaggi pedonali per i viaggiatori e marciapiedi a standard metropolitano (lunghi 250 metri, alti 55 centimetri dal piano binari). Tempi attesi: fine dei lavori tra tre anni, servizio ferroviario commerciale operativo a fine 2019. A Pieve, tra l’altro, l’opera prevede la realizzazione di un sottovia carrabile nella zona dell’ex Officine Minnetti (nella foto a destra) e un sottopasso pedonale in via Buonamici.

Per Montecatini siamo parecchio più indietro, visto che la città è ricompresa nel 2° lotto del raddoppio ferroviario, la tratta che dalla stazione di piazza Italia (dove termina il 1° lotto) arriva fino a Lucca. In questo caso siamo ancora alla fase preliminare di progettazione: 30 chilometri di rete ferrata per una spesa di 250 milioni di euro, probabile apertura del cantiere a metà 2017 e conclusione dei lavori nel 2020. E non è detto che il 2° lotto del raddoppio avvenga a raso. Almeno a sentire l’ad di Rfi, Maurizio Gentile, che proprio nel maggio scorso aveva dichiarato di valutare ancora tutte le ipotesi e le possibilità, «ogni alternativa è tuttora in campo, ma dobbiamo avere chiaramente ben chiari i tempi e i costi della cosa. Decideremo la soluzione che ci sembra migliore secondo una serie di fattori a cui dobbiamo fare necessariamente riferimento», erano state le parole di Gentile. Che quindi aveva tenuto aperto lo spiraglio della soluzione in sopraelevata. (lu.si.)

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