Sicurezza
No ai muri e riqualificazione Nasce Paesaggio Urbano
Nel dibattito sul raddoppio ferroviario si inserisce un nuovo comitato a favore della soluzione in sopraelevata. «Dobbiamo fare pressione sulle istituzioni»
MONTECATINI. Dopo il Comitato per il territorio di Pieve a Nievole, il comitato Montecatiniunasola (ne parliamo nell’articolo sotto), nasce un terzo gruppo organizzato di cittadini: Paesaggio Urbano. Il tema del raddoppio della ferrovia, a raso o in sopraelevata, continua a suscitare discussioni e polemiche. «No ai muri, no ai sottopassi, sì ad altre soluzioni - dice Alfeno Biondi, tra i promotori di Paesaggio Urbano - siamo un comitato spontaneo e apartitico che vuole entrare nel merito della questione, vogliamo dare un’idea, un suggerimento, un’indicazione. Ci siamo mossi perché il tema è piuttosto urgente: speriamo che la città intera possa muoversi e fare pressione nei confronti del Comune di Montecatini, della Regione e di Rfi».
La proposta: sopraelevata e riqualificazione urbana. «Prendiamo in considerazione l'area Centro-Sud che a partire da piazza del Popolo coinvolga la via Don Minzoni, la stazione Centro, la ex Lazzi, piazza Venti Settembre, piazza Gramsci, il parco Cividale, le vie Marruota, Castellacci e Giglio, l'area delle attrezzature sportive (zona Palavinci, ndr) con l'adiacente parcheggio ad Ovest, e via Manin con piazza Cesare Battisti - scrive il neonato comitato - qui la città conserva tuttora delle potenzialità di trasformazione urbana molto interessanti ai fini di una maggiore e migliore interconnessione fra la città al di sopra e quella al di sotto della ferrovia. Tuttavia siamo convinti che ciò sia possibile solo a condizione che sul terreno non vi siano, in prossimità della linea ferroviaria, barriere e muri che costituirebbero un’invalicabile ipoteca e impedirebbero qualsiasi tipo di ragionevole futura iniziativa di sviluppo». Continua quindi Paesaggio Urbano: «Cerchiamo di immaginare quale potrebbe essere il nuovo scenario urbano se la ferrovia, nel tratto che va dalla stazione Montecatini-Monsummano all'ippodromo, passasse in sopraelevata a 6 metri dal suolo dentro un tunnel trasparente o semitrasparente, dalla forma circolare oppure ovoidale, ellittica o simile, uniforme o variabile, più o meno colorato e antirumore. Una ferrovia sostenuta da una struttura dalla valenza architettonica urbana, la cui parte sottostante al livello del suolo possa divenire essa stessa un luogo urbano da usare in vario modo, dove potrebbero trovar posto piste ciclabili, parcheggi, mercatini, così da divenire elemento di congiunzione urbana e non di divisione della città».
Per questo gruppo di cittadini la soluzione sopraelevata «permetterebbe di unire il parco di via Cividale con piazza Gramsci e piazza Venti Settembre, per un’area grande un ettaro». E poi «consentirebbe l' abbattimento dei muri delle vie del Giglio, Filzi e Castellacci e il collegamento della via Castellacci con via Manin. Altre soluzione diverrebbero possibili, come il collegamento della piazza Cesare Battisti con la zona del Palavinci». Il documento è già nelle mani della giunta comunale di Montecatini. Paesaggio urbano si auspica che le persone intervengano sulla questione, «una città che leva alta la sua voce, con argomenti pertinenti e liberi da interessi partitici, dovrà essere ascoltata in qualunque sede».
Luca Signorini
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