Il Tirreno

Montecatini

La sindaca: Pieve non ci sta

di Luca Signorini
La sindaca: Pieve non ci sta

Gilda Diolaiuti chiede a Rfi e Regione di ridiscutere l’accordo già firmato

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PIEVE A NIEVOLE. La questione è semplice. Con il decreto della Regione Toscana numero 2631 del 27 maggio 2010 veniva preso un impegno ben preciso: ovvero garantire “la continuità dell’esercizio ferroviario” durante i lavori per il raddoppio ferroviario e il superamento dei passaggi a livello nella tratta Pistoia-Lucca, che com’è noto è stata divisa in due lotti distinti (Pistoia-Montecatini il 1°, già in fase esecutiva, e Montecatini-Lucca il 2°, fermo al preliminare). E se da quanto emerso nel chilometro di rotaie che attraversa Montecatini è ancora in piedi l’ipotesi binari sopraelevati, i treni in transito potrebbero subire uno stop lungo più o meno un paio di anni. Ed è su questi due elementi, che a ben vedere non si conciliano, che il sindaco di Pieve a Nievole, Gilda Diolaiuti, ha scritto una lettera piuttosto accalorata e l’ha imbucata con destinatari Rete ferroviaria italiana, il presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessore toscano alle infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli.

In sostanza la missiva contiene una richiesta, che appare quasi mascherata da una minaccia: «La Regione deve dire che intenzioni ha - sbotta Diolaiuti - se deve essere interrotto il traffico ferroviario a causa della sopraelevata a Montecatini, contrariamente agli impegni presi con il decreto del 2010, anche Pieve deve avere la possibilità di fare altre valutazioni sull’opera: nessuno a quel punto ci può dire che il progetto sul nostro territorio non può essere cambiato. Non si possono infrangere regole già scritte, visto che Regione e Rfi in più occasioni hanno ribadito che le criticità e problematiche di Montecatini e Pieve a Nievole sono le stesse». La lettera del sindaco è piuttosto tranchant. Al punto 2 si legge: “Riteniamo che sia stato un errore sostanziale inserire a suo tempo Pieve a Nievole nel 1° lotto e Montecatini Terme nel 2° lotto”. Quindi il punto 3: “Pertanto, alla luce del dibattito riacceso recentemente su Montecatini riguardo le modalità di realizzazione del raddoppio ferroviario, e viste le notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi che hanno riacutizzato la già forte protesta nel nostro paese, chiediamo che anche Pieve a Nievole sia messa nella condizione di avere lo stesso trattamento riservato, o che sarà riservato in futuro, a Montecatini Terme”.

Non è una dichiarazione di guerra lanciata da un Comune che si sente trascurato rispetto a un altro, ma poco ci manca. Pieve, nonostante le accese rimostranze portate dai cittadini riuniti nel Comitato per il territorio (che avevano anche presentato una raccolta firme con oltre 500 sottoscrizioni), si era ormai abituato all’idea di un raddoppio a raso, cioè alla costruzione di un ulteriore binario in affiancamento all’esistente. Ma se le carte in tavola le cambiano Regione e Rfi, allora il discorso cambia. «Io devo sapere che strada intendono seguire sul raddoppio ferroviario - riprende Diolaiuti - Rete ferroviaria italiana me l’ha confermato due giorni fa: in caso di sopraelevata, i treni per due anni si fermerebbero totalmente, con l’istituzione di navette sostitutive. Mentre il raddoppio in affiancamento porterebbe a una chiusura effettiva del traffico su rotaia di 20 giorni, massimo un mese. La questione mi pare abbastanza diversa».

Il primo a parlare pubblicamente dei 24 mesi di stop ai vagoni era stato il sindaco di Montecatini Giuseppe Bellandi, in occasione di un incontro pubblico avvenuto una ventina di giorni fa. In tanti, a sentire quelle dichiarazioni, erano sobbalzati dalle sedie: l’interruzione del traffico ferroviario sarebbe un duro colpo per la già di per sè ingolfata linea Viareggio-Firenze, con i treni che spesso straboccano di pendolari. Il sindaco di Pieve a Nievole ha atteso qualche settimana per dire la sua: una volta avuta la conferma da Ferrovie che quelle parole non si allontanavano troppo dal vero, ecco che ha preso carta e penna e ha scritto la lettera. Ora qualcuno dovrà anche rispondere.

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