La manifestazione
Addio a Massimo Silvestri medico e dirigente sanitario
Una folla al funerale del pesciatino, stroncato a 59 anni da una malattia rara Lascia la moglie Annarosa e una figlia. Tanti attestati di stima su Facebook
PESCIA. «E ascoltate Atom Earth Mother Suite dei Pink Floyd dove armonia, tristezza, talora angoscia, ma anche forza d'animo e desiderio di trionfo si mescolano in modo disordinato, disegnando un arcobaleno di sentimenti molto vicino alla confusione che si genera nei momenti più difficili della vita». È stato uno degli ultimi consigli che Massimo Silvestri, medico pesciatino specializzato in medicina nucleare, ha dispensato agli amici su Facebook, prima che una malattia rara lo facesse prematuramente scomparire, all'età di 59 anni. Ieri mattina, nella chiesa di Colleviti l'addio commosso degli amici, parenti, pazienti del dottor Silvestri, che ha lasciato la moglie Annarosa (vigilessa a Pescia), la figlia, i genitori e il fratello.
Lo scorso 31 maggio, il medico, pesciatino d'origine, ma che lavorava all'ospedale di Prato e ricopriva il ruolo di coordinatore di staff al santa Chiara di Pisa, aveva affidato a poche righe sul suo profilo Facebook un dettagliato resoconto sulla sua malattia iniziata nel 2014.
“Poiché io non ero molto convinto della diagnosi - scriveva Silvestri - ho fatto ulteriori accertamenti e ho scoperto di avere non solo un tumore, ma anche una malattia rara che ha un nome impossibile (Scaebvd, che significa severe active chronic epstein barr virus disease)... Sconosciuta in Italia e in Europa, il maggior conoscitore è un ricercatore americano di nome Cohen”.
Il racconto prosegue alternando gli alti e i bassi di una lotta senza quartiere contro la malattia che lo stava attaccando. A metà del 2015 sembrava ci fossero buone notizie, poi però le cose sono tornate a peggiorare.
Silvestri ha raccontato punto per punto l’evolversi della sua situazione medica su Facebook, anche per spiegare ai colleghi di lavoro e alle tante persone che lo conoscevano e stimavano, come mai non fosse rientrato al lavoro nei tempi previsti. Il tutto insieme alla raccomandazione di mantenere i rapporti tramite i social network. “Su questo punto – scriveva – sottolineo che questi contatti durante le fasi più delicate della malattia mi hanno aiutato molto a essere combattivo e non lasciarmi andare”.
E così lo ricordano i molti amici intervenuti al funerale e quelli che hanno voluto lasciare anche solo un messaggio di commiato sul social network, come una persona generosa e sempre disponibile, tenace e mai incline allo scoramento. «Anche io sono stato suo paziente - ha sottolineato Alessandro Ricciarelli, consigliere comunale di Uzzano - un grande scienziato, di grande umiltà. I suoi pazienti gli erano devoti, oltre che per la sua bravura, per la sua schiettezza e umanità».
«Ci ha lasciato con la stessa discrezione con cui ha vissuto» scrive un amico su facebook, «Dottor Silvestri forza forza forza...perché noi senza di lei ci sentiamo perduti! Trovare un medico come lei è raro quindi un grande in bocca al lupo e a presto» gli fa eco un altro e un altro ancora: «Grande Max... i tuoi pazienti saranno pazientissimi, ti vogliono bene davvero, bella soddisfazione per un medico...fai a modino».
«Perdonatemi questo lungo post - concludeva Silvestri il suo messaggio del 31 maggio - ma mi sentivo in dovere che la situazione fosse trasparente» e questa sua "trasparenza" chi lo amava la porterà sempre nel cuore.
Maria Salerno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
