Il Tirreno

Montecatini

A PROCESSO

Rinviato a giudizio l’ex sindaco di Pescia

di Maria Salerno
I magazzini comunali di Pescia che facevano parte dei lotti in vendita (foto Nucci)
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I magazzini comunali di Pescia che facevano parte dei lotti in vendita (foto Nucci)

Roberta Marchi è accusata di abuso di ufficio insieme all’ex vicesindaco Baldaccini, al dirigente Borracchini e all'imprenditore Brandani

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PESCIA. Si è chiusa martedì 5 luglio, davanti al gup Alessandro Buzzegoli del tribunale di Pistoia, l'udienza preliminare per l'indagine legata alla vendita di un terreno edificabile di proprietà del Comune di Pescia alla Brandani Gift Group. Sono state accolte le accuse contestate ai 4 indagati - l'ex sindaco Roberta Marchi (centrodestra), l'ex vicesindaco Franco Baldaccini, il dirigente comunale Aristide Sergio Borracchini e l'ex consigliere comunale Lorenzo Brandani - per i quali il giudice ha disposto il rinvio a giudizio. Il processo inizierà il 6 dicembre. Il reato per il quale si procede è quello di abuso di ufficio. All'epoca delle indagini, la Guardia di finanza avrebbe accertato la sovrapposizione di interessi personali ad opera di questi amministratori, che attraverso una serie di condotte ritenute illecite, avrebbero permesso l'acquisto del terreno edificabile ad un prezzo particolarmente esiguo da parte dell'imprenditore Brandani che peraltro faceva parte dello stesso consiglio comunale.

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A far scaturire l'indagine fu paradossalmente proprio una querela fatta dall'allora sindaco Roberta Marchi verso il consigliere di opposizione, Marco Ardis, che aveva presentato un'interrogazione che aveva per oggetto proprio quella vendita, dallo stesso definita «un vestito cucito su misura addosso a un esponente della maggioranza di centrodestra a discapito degli interessi dell'ente», alludendo alla scomposizione del terreno in questione in tre lotti, di cui uno venduto a Brandani ad un prezzo ritenuto di molto inferiore al suo valore. Un risultato positivo per il Comune di Pescia, che si è costituito parte civile con un'istanza di risarcimento di un milione di euro. «Un atto dovuto da parte del Comune costituirsi parte civile - ha commentato l'avvocato Gabriele Melani, che rappresenta l'amministrazione - il magistrato ha ritenuto le tesi accusatorie del pubblico ministero e, sommessamente quelle della parte civile, non peregrine e ha ritenuto, a mio avviso correttamente, la necessità di passare ad un vaglio dibattimentale. E lo avrei detto indipendentemente dalla veste giuridica che ricopro in questa sede, anche se fossi stato, quindi, il legale difensore in quanto la rappresentazione delle indagini preliminari non è affatto campata in aria. Ho idea che il processo sarà lungo e articolato con molteplici fonti di prova e testimoni, ma non ha senso fare previsioni adesso».

Soddisfatto di questa prima fase anche il sindaco Oreste Giurlani, che si è detto fiducioso nella giustizia. «La costituzione di parte civile era un atto dovuto per l'amministrazione - ha ribadito - e solo alla fine del processo sapremo se il Comune ha effettivamente ricevuto un danno oppure no. Ad ogni modo, non c'è mai stata da parte nostra nessuna volontà di strumentalizzare politicamente questa faccenda. Qualora il giudice accertasse le responsabilità penali a carico degli imputati e la sussistenza di un danno economicamente valutabile per l'amministrazione comunale, avremmo diritto ad un risarcimento dell'eventuale danno nell'interesse dell'amministrazione».

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