Attenzione
La variante del Fossetto “muore” al Terzo
Inaugurato il secondo lotto tra Monsummano e Pieve. Ma il collegamento con la Camporcioni non ci sarà
MONTECATINI. Una Valdinievole più “corta” è quella che si presenta dopo l'apertura al traffico del secondo lotto della variante Sr436 Francesca. Un tratto di strada da 1,5 km che, partendo laddove i lavori si erano interrotti nel 2008 con la realizzazione del primo tratto della variante del Fossetto (quello più lungo, da 4 km, tra Pazzera, al confine tra Larciano e Monsummano, e la rotonda in località Le Case), si allunga ora fino alla rotatoria del Terzo, nel comune di Pieve a Nievole, all'imbocco del cosiddetto vialone del Melani. E va bene se un automobilista di passaggio, proprio mentre era in corso il taglio del nastro e la benedizione dell'opera sotto un sole cocente, ha aperto il finestrino e urlato: «Era l'ora». Va bene perché se da una parte è vero che la strada, secondo gli iniziali progetti, avrebbe dovuto essere pronta da anni, dall'altra è giusto prendere quel che arriva dal pubblico come una manna, in tempi come questi. Ma poi, in fondo, sono stati gli stessi attori istituzionali a condire l'inaugurazione con qualche punta polemica.
Il presidente della Provincia Rinaldo Vanni ha sì definito quella di ieri «una giornata storica», ma ha anche evidenziato come questo sarà ricordato come «l'ultimo intervento fatto dalla Provincia e dai suoi tecnici, quasi un lascito da parte di un ente che non ha più finanze neanche per fare manutenzione nelle proprie strade».
E il vicesindaco di Pieve, Salvatore Parrillo, ha addirittura paventato «complicazioni per il traffico diretto da e verso la A11, se per quest'opera non ci sarà un seguito».
Serve, insomma, a detta di tutti, un'altra Provincia, o almeno un ente pubblico in grado di agire con risorse proprie. E una collaborazione da parte di tutti i comuni del territorio, gettando il cuore oltre il campanile. Proprio quella collaborazione messa in campo per realizzare i due lotti della variante, pagati in gran parte dalla Regione, ma anche dalla stessa Provincia e dalle amministrazioni comunali.
Tanto più che l'opera non è affatto conclusa. Nel progetto iniziale (datato 2002, quando ancora si traducevano i costi in lire), era presente anche un terzo lotto, che avrebbe collegato il vialone del Melani, attraverso una strada delimitata da due rotatorie, fino alla Camporcioni, evitando così anche l'area commerciale di Biscolla. Un miraggio in tempi di spending review? Forse, ma la Regione lascia aperto uno spiraglio.
«Tutti - dice l'assessore Vincenzo Ceccarelli - avremmo voluto vedere avviati anche i lavori per il terzo lotto, ma la Regione ha dovuto rispettare la normativa e ritirare il finanziamento nel momento in cui la Provincia, suo malgrado, ci ha comunicato di non poter fare la propria parte per mancanza di fondi. Questo non vuol dire che la Toscana volta le spalle alla Valdinievole e se i sindaci vorranno cercare una nuova via per realizzare gli interventi che ritengono prioritari, troveranno la massima disponibilità. Quello che non possiamo fare è contravvenire alle leggi o farci carico dei 9.550 Km di strade provinciali. Possiamo però essere al fianco delle Province alla loro richiesta al Governo di avere i fondi necessari. Se i sindaci vorranno il nostro sostegno, la porta è aperta».
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