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Comuni “ricicloni” Legambiente premia Monsummano

La città ha raggiunto ottimi livelli nella raccolta dei rifiuti È stata superata la quota del 65% per la differenziata

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MONSUMMANO. La città (e soprattutto i suoi cittadini) è “rifiuti free”. Lo dice Legambiente, che ieri alla Casa del Cinema di Villa Borghese, a Roma, ha premiato il sindaco Rinaldo Vanni e l’assessore all’ambiente Andrea Mariotti nella rassegna “Comuni ricicloni”, patrocinata dal ministero dell’Ambiente.

Monsummano è risultata al primo posto nella classifica dei Comuni con oltre 10.000 abitanti per il livello di raccolta differenziata dei rifiuti. Per partecipare al “concorso”, oltre al requisito minimo del 65% di raccolta differenziata, quest’anno era necessario avere una produzione annua pro-capite di rifiuto indifferenziato inferiore o uguale a 75 chilogrammi per abitante all’anno (i Comuni si sono ridotti da 1.520 a 525 rispetto all’edizione 2015). Buoni risultati anche per Larciano e Lamporecchio, rispettivamente seconda e quarta nella graduatoria riservata ai centri con meno di 10.000 residenti.

Premiata come “esempio di ordinaria buona gestione” Publiambiente, l’azienda di Empoli che ha in carico il ciclo dei rifiuti sul territorio. «Siamo orgogliosi dei riconoscimenti che arrivano da Legambiente, perché confermano la qualità e l'efficienza del modello di gestione che abbiamo messo in atto insieme alle amministrazioni comunali - commenta Paolo Regini, presidente di Publiambiente - e al tempo stesso pongono il nostro territorio in linea con quanto già contenuto nel Piano di Ambito, la programmazione che definisce la gestione dei rifiuti nelle Province di Firenze, Prato e Pistoia. Tale piano prevede infatti il raggiungimento per la Toscana centrale di percentuali di raccolta differenziata superiori al 70% e, contemporaneamente, una produzione limitata di rifiuti, per la cui gestione, nonostante si tratti di una parte minima sul piano delle quantità, è indispensabile la dotazione sul territorio di impianti per il trattamento di rifiuti indifferenziati non recuperabili come materia ma che, come indicato dalle linee Ue, sono recuperabili sotto forma di energia».(lu.si.)

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