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Bellandi: «Regolamento bloccato con noi un nuovo impulso»

Bellandi: «Regolamento bloccato con noi un nuovo impulso»

MONTECATINI. «La giunta Severi ha preso il regolamento urbanistico e lo ha messo in un cassetto dal 2004 al 2009. Noi, invece, gli abbiamo dato nuovo impulso». All'indomani dell'approvazione in...

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MONTECATINI. «La giunta Severi ha preso il regolamento urbanistico e lo ha messo in un cassetto dal 2004 al 2009. Noi, invece, gli abbiamo dato nuovo impulso». All'indomani dell'approvazione in consiglio comunale dello strumento operativo che andrà a sostituire il piano regolatore generale datato 1980, il sindaco specifica la portata dell'evento e si leva qualche sassolino dalle scarpe.

«La precedente amministrazione, dal 2004 al 2009 - dice Giuseppe Bellandi - ha tenuto il regolamento chiuso in un cassetto e grazie all'impulso dato nei primi 5 anni del mio mandato dall'assessore Ferretti c'è stato un fondamentale cambio di passo. Sicuramente il tempo trascorso è eccessivo, ma la continua evoluzione delle norme di settore nazionali e regionali ci ha costretto più volte a rimetter mano al lavoro svolto per adeguarsi alle disposizioni normative sopravvenute». La rincorsa verso l'adeguamento non è finita, tant'è che lo strumento dovrà essere adattato nell'imminente futuro alla nuova legge sul governo del territorio e alle disposizioni del piano regionale, rispetto al quale tutti gli strumenti della pianificazione urbanistica comunale si dovranno conformare. «Sono tanti i temi, gli aspetti e le novità - prosegue il sindaco - introdotte dal nuovo regolamento urbanistico. La schedatura del patrimonio edilizio esistente, con il censimento di 2.128 edifici nel territorio aperto e di 8.406 nel centro urbano; la schedatura di 539 edifici di pregio, oltre agli studi idraulici, idrogeologici e sismici, l'introduzione della perequazione urbanistica, l'housing sociale, gli orti urbani, la possibilità di trasferire volumetrie di immobili esistenti ricadenti in zone a pericolosità idraulica, ma soprattutto la scelta di ridurre drasticamente la capacità edificatoria rispetto a quella prevista dal Prg previgente a vantaggio di una qualità edilizia che contribuirà a riqualificare il patrimonio esistente e a valorizzare il territorio».

«Il forte impulso che ci siamo prefissi come obiettivo - conclude Bellandi - è diretto verso il recupero dell'esistente in luogo del nuovo consumo di suolo, tant'è che il 66% del dimensionamento operato con il primo regolamento urbanistico è destinato al recupero, mentre il 34% al nuovo consumo di suolo. L'incremento degli standard urbanistici, in molti casi associati a previsioni da realizzare a carico del privato a fronte della concessione di potenzialità edificatorie, contribuirà a migliorare ulteriormente la qualità dei nostri spazi pubblici e in ultima analisi delle nostre vite. Siamo orgogliosi di aver ottenuto uno storico traguardo».

(mec)

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