Gioco
Folla e sapori in pineta, il Festival fa boom: sfornate 8.000 pizze
Successo per l’evento sul viale delle Tamerici in collaborazione con Napoli Pizza Village. E già si pensa alla seconda edizione
MONTECATINI. Mentre la polemica (soprattutto sugli schermi digitali) continua a infuriare, il Festival della pizza italiana zittisce tutti con i numeri. Nei primi quattro giorni della manifestazione (dall’apertura del mercoledì al giorno clou di sabato 18 giugno), le margherite sfornate (e le napoli, marinara e prosciutto e funghi, questa era la scelta sul menù alla cassa) hanno raggiunto quota 8.000 unità. Un bel successo, e (più delle parole) basta questo dato per rispondere ai detrattori.
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La pensa così Alessandro Rubino, l’organizzatore della prima edizione dell’appuntamento culinario, in collaborazione con l’associazione Napoli Pizza Village (sono della sua “scuderia” i venti pizzaioli partenopei a lavoro nei sei forni allestiti) e, per ragioni di logistica, al ristorante Don Chisciotte di piazza del Popolo. «Quando ci sono eventi del genere le polemiche arrivano sempre, come c’è sempre qualcuno che non è d’accordo - dice - questo secondo me è un evento di qualità, con prodotti di qualità. Non è una sagra, ma un Festival dedicato alla pizza, l’alimento italiano più famoso e diffuso al mondo. E poi abbiamo creato un indotto, tante persone sono venute da fuori città, da altre province della Toscana ma anche da altre Regioni. E dopo aver mangiato hanno fatto un giro in centro, magari qualche acquisto, hanno preso un caffè al bar. Credo che il movimento ci sia stato e penso che sia un fattore senz’altro positivo per Montecatini».
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Era stato il capogruppo di Mi Piace Montecatini, Riccardo Sensi, a riversare i suoi strali contro la manifestazione, da lui considerata alla pari di «una sagra paesana». Si era poi accodato anche Gino Biondi, animatore del gruppo “Terme - cittadini di buon senso”: «Pare evidente che le continue feste e sagre nel posto più caro ai bagnaioli doc non fanno altro che deturpare la pineta e nulla portano al turismo», aveva detto riferendosi anche all’altro festival di qualche settimana fa, ovvero Street and Food, organizzato sempre all’interno del parco termale. Ma è indubbio che i due appuntamenti con il cibo di strada abbiano raggiunto l’obiettivo: quello cioè di richiamare tra gli stand migliaia di persone.
Domenica 19 giugno è stato l’ultimo giorno per il Festival della pizza italiana: una chiusura un pò in sordina visto il tempo, e il cielo che singhiozzava. Ma già quelle 8.000 pizze sono un numero piuttosto rilevante. «La nostra idea è continuare con l’evento anche il prossimo anno - riprende Alessandro Rubino - ma dobbiamo prima sapere cosa ne pensa il Comune. L’obiettivo è comunque far crescere e migliorare il Festival. Abbiamo visto che, soprattutto nelle serate di venerdì e sabato, si sono formate delle file e le persone hanno atteso qualche minuto in più la pizza: naturalmente questo non dovrà più succedere, penseremo a delle soluzioni». C’è comunque la certezza che la cinque giorni a base di margherita abbia acceso le luci in una parte di pineta, altrimenti spenta. Con i tavolini colmi di famiglie e giovani, con la musica suonata dalle band che si alternavano sul palco. Ma soprattutto con la pizza.
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