Sicurezza
Sopraelevata o a raso, raddoppiare i binari non sarà opera facile
Montecatini, animato incontro pubblico nella sala consiliare: il sindaco ha illustrato i pro e i contro delle due ipotesi
MONTECATINI. Si parla di “raddoppio ferroviario” ed infuria la polemica. Continua infatti ad infuocare gli animi dei cittadini il dilemma ferrovia sopraelevata oppure a raso per la realizzazione della tratta Montecatini-Lucca (i lavori dovrebbero iniziare nel 2017, ma il progetto è ancora in fase di elaborazione). E numerosi sono stati gli abitanti della zona sud di Montecatini che hanno partecipato ieri mattina all’incontro “Un sabato per la tua città”, che si è tenuto nella sala consiliare del municipio. Un ulteriore appuntamento (il primo si era svolto il 28 maggio scorso) per affrontare tematiche di grande attualità ed interesse comune, ponendo domande ed esprimendo dubbi sui temi caldi della città direttamente all’amministrazione comunale. A differenza del precedente incontro - in cui si era parlato della situazione delle Terme, ma anche del turismo e della crisi che attanaglia le attività commerciali – l’unico argomento ampiamente dibattuto è stato quello del raddoppio ferroviario. Il primo a prendere la parola è stato il sindaco Giuseppe Bellandi, che ha illustrato i punti di forza e le criticità di entrambe le soluzioni, emersi in occasione dell’incontro con Rfi di venerdì.
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«Qualunque sarà la soluzione – ha detto Bellandi – gli abbattimenti saranno gli stessi. Diversi, invece, i tempi di attuazione per la ferrovia sopraelevata o a raso: nel primo caso, infatti, vi sarà l’interruzione del servizio di Rfi per circa due anni, nel secondo caso, invece, per più di due mesi. La strada però è ancora lunga, ma sarà portato avanti il percorso partecipativo con la cittadinanza».
Ed i cittadini sembrano proprio avere tutta l’intenzione di ricoprire un ruolo attivo nel prendere una decisione che, indubbiamente, porterà dei fondamentali cambiamenti per Montecatini. Sono stati numerosi gli interventi che si sono susseguiti nelle oltre due ore di assemblea. Incertezza nel futuro, ansia e preoccupazione hanno accompagnato le parole degli abitanti del Sottoverga che, in entrambe le opzioni, saranno tra i diretti interessati. «La ferrovia sopraelevata – ha detto un cittadino – non è assolutamente in linea con l’estetica della città. Per questo sarebbe importante prediligere quella a raso che non ne altera la struttura. I servizi, inoltre, che saranno poi messi a disposizione in sostituzione dei treni, non sono pratici e creeranno disagi ai pendolari per due anni nel caso in cui la scelta ricada sulla sopraelevata».
<Non trovo giusto – dice Mario Feriani, abitante di via Marruota - che nel 2003 sia stato realizzato uno studio di progettazione in cui si parlava di sotto-attraversamento e che quel progetto non sia stato poi utilizzato. Tra l’altro venne fatto costruire un plastico, al costo di 100.000 euro di soldi pubblici, poi finito nel dimenticatoio. Perché non è stato proposto di nuovo quel progetto?». I dubbi e le domande sono state tante e, probabilmente, continueranno ad esserci anche quando verrà scelta la soluzione da adottare. Perché gli scontenti ci saranno in ogni caso.
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