Accordo a un passo sulla mobilità, ma la Cisl non accetta
MONTECATINI. La Fisascat Cisl diserta l'incontro in Provincia e perciò la procedura di mobilità, che vede protagonisti 13 dipendenti delle Terme, va avanti e non si chiude ancora con un accordo....
MONTECATINI. La Fisascat Cisl diserta l'incontro in Provincia e perciò la procedura di mobilità, che vede protagonisti 13 dipendenti delle Terme, va avanti e non si chiude ancora con un accordo.
Nella sede aziendale di viale Verdi non era stato possibile arrivare alla firma dell'intesa per cui, essendo scaduti i termini dei 45 giorni previsti dalla legge (dall'inizio della procedura), le parti avevano concordemente preferito rinviare il tutto a un successivo incontro che – sempre come stabilisce la normativa – è avvenuto ieri con la mediazione della Provincia. La bozza d'accordo è pronta per essere firmata, ma la Cisl ancora non ci sta. «La soluzione ci sarebbe anche per le due figure rimaste ancora in bilico: perché dovrei firmare un accordo senza questa condizione?», dice Aniello Montuolo (Fisascat).
Più nel dettaglio: dei 13 lavoratori in mobilità, a oggi in 7 hanno già dato il loro consenso alla proposta fatta dall'azienda di diversificazione della mansione (per loro cambierà anche il livello di inquadramento). Altri 3 dipendenti non hanno ancora deciso se accettare o meno la nuova situazione (indubbiamente più penalizzante rispetto all'attuale ruolo svolto): si tratta di un capo stabilimento, di un quadro settore tecnico e di un quadro settore commerciale. Di questi, però, una figura starebbe per andare in pensione.
Fermi restando i tre licenziamenti già decisi dall'azienda e riguardanti tutti il settore medico (direttore sanitario compreso), ai quali è stata offerta la possibilità di essere riassunti solo con contratti di collaborazione esterna a partita Iva, ecco che restano due lavoratori ancora in bilico. La trattativa, quindi, va avanti: azienda e dipendenti torneranno a vedersi per verificare la possibilità di un'intesa. (mec)
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