La mensa della Caritas compie vent’anni
L’anniversario ricordato nel Cenacolo della Basilica. Distribuiti in media 13.000 pasti all’anno
MONTECATINI. La Mensa di solidarietà di Montecatini compie vent’anni. Era infatti l’ottobre del 1996 quando, per volontà del vescovo Giovanni De Vivo, Caritas riuscì ad inaugurare il servizio nei locali del Soccorso pubblico. Un importante traguardo celebrato con una piccola cerimonia ieri nei locali del Cenacolo della Basilica di Santa Maria Assunta.
Dopo il momento di preghiera guidato dal vescovo monsignor Roberto Filippini, la responsabile della mensa Elida De Candido ha speso parole di ringraziamento per i volontari, grazie ai quali la mensa riesce a garantire il servizio tutto l’anno sette giorni su sette. Nel 1998 Caritas si è resa conto che offrire un piatto caldo non bastava più: era necessario ascoltare i problemi delle persone e cercare di risolverli. Nacque allora il centro ascolto e la sempre più crescente richiesta convinse l’Ufficio Pastorale della Diocesi a trovare un’altra sistemazione. Nel 2000, grazie alla disponibilità dell’allora parroco don Antonio Giovacchini, la mensa si è spostata nei locali attuali della Basilica di Santa Maria Assunta. Negli anni il servizio è stato migliorato e potenziato: fondamentale in questo senso la rete imbastita con le varie associazioni del territorio e gli importanti contributi della Fondazione Caript e di Cuore si Scioglie Onlus. «Vent’anni è davvero un bel traguardo – ha commentato Maria Cristina Brizzi, segretaria coordinatrice Caritas – ma in un certo senso è anche un fallimento, perché significa che tante persone non sono riuscite e non riescono ancora oggi ad uscire da situazioni di difficoltà. Noi ci rendiamo conto della gravità di questo momento e siamo pronti a continuare a garantire il servizio della mensa».
Un servizio, purtroppo, diventato indispensabile per sempre più soggetti: stranieri, provenienti da 59 nazioni diverse (dall’Albania al Venezuela), ma soprattuto italiani. Secondo i dati raccolti da Caritas, infatti, su 19 persone che usufruiscono di oltre 100 pasti all’anno, 16 sono di nazionalità italiana.
Dal 2001 al 2015 sono stati donati 147.000 pasti, con una media di 12/13.000 l’anno. Nel 2012 è stato registrato il picco di quasi 19.000 pranzi e cene serviti, numero condizionato dalle numerose famiglie che hanno usufruito del servizio. Dall’anno seguente i nuclei familiari sono stati aiutati con altri metodi, come ad esempio i buoni offerti da Esselunga o altri negozi di alimentari.
Carlo Alberto Pazienza
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