Il Tirreno

Montecatini

Omaggio di Helfgott all’amico medico-scrittore

Giovanna La Porta
David Helfgott durante il concerto al Grand Hotel & La Pace (Foto Nucci)
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David Helfgott durante il concerto al Grand Hotel & La Pace (Foto Nucci)

Straordinario concerto benefico al Grand Hotel & La Pace di Montecatini per la presentazione del libro di Paolo Montalto

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MONTECATINI. Musica e colori protagonisti della serata organizzata venerdì sera, 10 giugno, nello splendido giardino del Grand Hotel & La Pace, da Paolo Montalto. Nel segno di un amore infinito, quello per la sua città, suggellato dall’ennesimo tributo al pianista australiano di fama mondiale David Helfgott, cittadino onorario di Montecatini, accompagnato come sempre dalla moglie Gillian. Con Paolo, la moglie Sabrina Pastacaldi, medico a sua volta, e i due figli.

Il simbolismo delle note, dei colori, dei suoni ha trascinato il pubblico nella magia dell’arte che supera la vita e sconfigge la morte, nell'eterno duello tra finito e infinito. Sullo sfondo il ricordo, forte e appassionato, di Andrew Borroughs, epatologo di fama mondiale, maestro di vita del gastroenterologo-scrittore Montalto.

Borroughs era legato a Montecatini da un rapporto unico e straordinario. Per anni aveva collaborato con le Terme e con molti colleghi, in primis con Alessandro Natali, seduto in prima fila al concerto preceduto dalla presentazione del libro “Vite incrociate” di Montalto. Tre donne hanno collaborato intensamente al progetto editoriale, che il medico dell'Asl 3 ha presentato in veste bilingue, con traduzione inglese a fianco. Beatrice Santucci, medico e pittrice, con il dipinto “Il colore delle parole” ispirato all'opera; Laura Mazzeri e Barbara Marsili, entrambe docenti.

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Marsili ha letto alcuni brani del libro di Montalto. Mazzeri è una trapiantata di fegato e il suo contributo è stato indispensabile: lei stessa ha donato le sue parole per arricchire il patrimonio umano di emozioni cucite da Montalto nel suo zibaldone di esperienze ospedaliere.

«Preparo la borsa dell’ospedale con cura, come fa la partoriente che si prepara alla nascita. D’improvviso, in un attimo nel quale si agglomera tutto il cammino della mia vita, avverto l’enormità di quello che sta per accadere. È l’ultimo viaggio in ospedale. Forse morirò, forse rimarrò in vita. In ogni caso, non sarò più la stessa». Sono pensieri estrapolati dal romanzo “Tra due vite” di Laura Mazzeri, in vendita l’altra sera insieme al libro di Montalto e a quello di un altro special guest, Giuseppe Milazzo, lui stesso medico e romanziere. Del resto, da Checov a Cronin a Carlo Levi, senza considerare Ippocrate o Che Guevara, gli esempi di medici-scrittori della storia si sprecano.

«Per l’organizzazione di questa serata – ha detto Montalto – il contributo dell’assessore al turismo Alessandra De Paola è stato prezioso. Ovunque mi giri, vedo un amico vero. Grazie a tutti». Tra gli amici migliori di Montalto c’è proprio Helfgott. Con la sua casacca di raso rossa e il suo sorriso da bambino somiglia a un elfo ed è il simbolo della grande bellezza che solo la diversità può dare. Il suo concerto, 40 minuti filati, ha lasciato senza fiato i 500 ospiti che hanno partecipato alla serata, che aveva un fine benefico: raccogliere fondi per l’Aigo, Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri. Un applauso interminabile ha accompagnato il lungo abbraccio finale dei protagonisti. Decine i messaggi postati su Facebook sulla bacheca di Montalto per esternare l'entusiasmo e il desiderio di vedere Montecatini sempre così fiera e appassionata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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