Il Tirreno

Montecatini

Licenziamenti ridotti ma la firma è rimandata

David Meccoli
Arabella Ventura e Carlo Brogioni
◗
Arabella Ventura e Carlo Brogioni

Vertenza alle Terme di Montecatini verso la conclusione

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Accordo (o almeno una bozza), ma non per tutti: i licenziamenti alle Terme non saranno tredici, come paventato dopo l'apertura della procedura di mobilità, ma un numero che ancora oscilla tra i tre (ormai sicuri) e i sei. È quanto è emerso dall'incontro andato in scena venerdì 10 giugno nella Palazzina Regia tra organizzazioni sindacali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil) e vertici della società (amministratore unico Carlo Brogioni e consulente Arabella Ventura).

Nella sede di viale Verdi non è però stato possibile arrivare alla firma dell'intesa per cui, essendo scaduti i termini dei 45 giorni previsti dalla legge (dall'inizio della procedura), le parti hanno concordemente preferito rinviare il tutto a un successivo incontro che, sempre come stabilisce la normativa, dovrà avvenire con la mediazione della Provincia.

«La bozza d'accordo, comunque, è già pronta per essere firmata - spiega Luisella Brotini, Filcams Cgil - e se sui contenuti generici c'è stata una convergenza, devono invece essere ancora risolte alcune questioni di natura prettamente tecnica».

Più nel dettaglio: dei tredici lavoratori in mobilità, a oggi in sette hanno già dato il loro consenso positivo alla proposta fatta dall'azienda di diversificazione della propria mansione. Per loro cambierà anche il livello di inquadramento e, se la paga base resterà comunque inalterata a quanto stabilito dal contratto di categoria, un taglio netto è stato dato agli incentivi ad personam ottenuti nel corso degli anni secondo una contrattazione individuale. Inoltre, i futuri scatti di stipendio saranno adeguati al nuovo (e inferiore) livello.

Altri tre dipendenti (in realtà una di queste figure, attualmente in ferie, avrebbe già dato un assenso di massima) non hanno ancora deciso se accettare o meno la nuova situazione (indubbiamente più penalizzante rispetto all'attuale ruolo svolto) prospettata dalla società. La trattativa, quindi, va avanti e si cerca di evitare di arrivare ai icenziamenti. Non ci sarebbero infatti alternative per loro, che non potrebbero neanche tentare di rientrare in società da una porta “secondaria”, come invece offerto all'ultimo gruppo di lavoratori, ovvero i tre medici (e tra questi anche il direttore sanitario).

Qui la situazione è più definita, in quanto l'azienda vuole assolutamente esternalizzare il servizio sanitario e, per poter continuare a lavorare per le Terme, i tre medici (che saranno comunque prima licenziati) dovrebbero prendere la partita Iva ed essere poi riassunti con contratti di collaborazione esterna. Cosa che, al momento, sembrerebbero non aver alcuna intenzione di fare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa