Sicurezza
Imprenditori all'assalto delle Leopoldine
Costituito il comitato #montecatiniperleterme. Tra i fondatori, albergatori, commercianti e noti professionisti
MONTECATINI. L'obiettivo è tra il romantico e l'utopico (le Terme ai montecatinesi, o almeno a chi in città ci ha investito), ma il gruppo di volenterosi imprenditori sembra ben conscio della sfida (quasi) impossibile che si trova davanti e non ne sembra affatto spaventato. Anzi, dimostra di avere le idee ben chiare, e per questo si è costituito ufficialmente in un comitato (#montecatiniperleterme), si è dotato di uno statuto e ha coinvolto nel nucleo iniziale nomi sicuramente conosciuti (e non solo nell'hotellerie).
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«Vogliamo tutto il complesso termale, la politica dei piccoli passi non paga e per uscire dallo stallo in cui siamo caduti serve una soluzione forte. Ma se ci trovassimo nella condizione di dover scegliere, partiremmo con le Leopoldine», spiega il presidente del comitato, Pierfrancesco Greco (titolare di Data Medica).
«La nostra - aggiunge Pasquale Passaretti - titolare dell’hotel Puccini e ideatore dell'iniziativa, partita tra una chiacchierata alla farmacia Severi e Facebook - è un'azione nuova, rivoluzionaria».
Concetti ribaditi nello statuto, dove si legge: “Il comitato si propone lo scopo di raccogliere fondi da destinare alla costituzione di una società finalizzata all'acquisto o all'assunzione in gestione della società Terme o della sua controllata Gestioni complementari, al suo rifacimento e ristrutturazione, anche con innovazioni di carattere infrastrutturale quali piscine, aree fitness o ludiche”. Unica condicio sine qua non: la possibilità di utilizzare l'acqua termale.
Del gruppo fondatore (che ha scelto l'hotel Plaza quale sede) fanno parte Pasquale Passaretti (vicepresidente), Stefano Luigi Poggetti (segretario), Alessandro Camillozzi, Pietro Livi, Michele Innocenti, Carlo Maltagliati, Giovanni Fabbrico, Giancarlo Poli, Giovanni Biondi, Davide Cecchi, Fanio Cenni, Paolo Livi, Federico Cecchi, Fabio Caiani. «Ma ci hanno assicurato il loro sostegno anche l'ex sindaco Ettore Severi, il consigliere comunale Andrea Quaranta, il notaio Raffaele Lenzi, Franco Pacini e Camilla Carnesecchi», spiega Greco. «Tutti - aggiunge Passaretti - facenti parte di categorie economiche che negli anni si sono impoverite. Una situazione che però, paradossalmente, può diventare per noi un punto di forza, l'ultima chance per un colpo di coda». Un gruppo che, per i prossimi tre mesi, resterà aperto a chiunque ne vorrà far parte (scrivere a: montecatiniperleterme@gmail.com).
«Per ora - spiega Greco - non chiederemo soldi a nessuno. In una seconda fase vorremmo che tutta la città, magari anche solo con una quota simbolica, entrasse a far parte del progetto. Ci auguriamo che Montecatini risponda alle nostre sollecitazioni». «Troppo semplice - aggiunge Fabbrico - stare alla finestra e criticare: ora è il momento di venire con noi e sporcarsi le mani».
Ma per ora, chiediamo, come è stata presa questa idea dalla città? «Tra di noi - risponde Greco - ci sono molti imprenditori non montecatinesi, ma che qui hanno scelto di investire. Vorremmo però che i veri montecatinesi sciogliessero le loro riserve e si unissero a noi».
E poi c'è il capitolo del settore pubblico. «Ci aspettiamo un aiuto - dice Fabbrico - ma non da un punto di vista economico, quanto piuttosto nell'assenza di paletti o impedimenti vari». «Non si deve ripetere - aggiunge Greco - la situazione vissuta dall'azienda bresciana che voleva investire sulla Salute e che invece è stata fatta fuggire».
Niente soldi dal pubblico, niente soldi (per ora) dai privati. Come si arriverà allora a “prendersi” le Terme? «Quando avremo fatto una ricognizione sull'intero compendio termale, avremo uno studio di fattibilità e sarà stato fatto un business plan - risponde Greco - ci autofinanzieremo e proveremo a bussare alle banche». «L'importante - conclude Passaretti - è scrivere una nuova storia su una pagina a oggi bianca».
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