Sicurezza
Partono gli espropri per il tubone
Acque Spa ha comunicato l’avvio del procedimento a oltre 1.000 privati. Opera conclusa nel 2021
MONSUMMANO. Partono le lettere informative degli espropri necessari alla realizzazione del collegamento fognario “ramo Valdinievole nord-est”, che dal nostro territorio raggiungerà il depuratore potenziato di Santa Croce sull’Arno. Il gestore idrico Acque Spa ha comunicato l’avvio del procedimento a oltre un migliaio di privati residenti nei Comuni di Monsummano, Larciano, Lamporecchio e Pieve a Nievole, ma anche Cerreto Guidi, Santa Croce sull’Arno e Fucecchio. Si tratta in sostanza del cosiddetto “tubone”, gestito a livello di Ato Toscana Centro per un costo complessivo di quasi 40 milioni di euro. Mega opera che a conti fatti ha l’obiettivo di tutelare le «risorse idriche del basso e medio Valdarno e del Padule di Fucecchio attraverso la riorganizzazione della depurazione industriale del comprensorio del cuoio e di quella civile del circondario Empolese, della Valdera, della Valdelsa e della Valdinievole». Secondo il progetto definitivo l’intervento dovrebbe concludersi entro il 2021.
Sono quasi 23 chilometri di nuove tubazioni nel territorio di tre province (con 42 Comuni interessati). Saranno dismessi 44 impianti civili di depurazione. In Valdinievole il depuratore Intercomunale di Pieve, quelli di Uggia (Monsummano) e Baccane (Larciano), più gli altri minori. Oltre a tre nella parte ovest, cioè Pescia, Chiesina Uzzanese e Fattoria (Ponte Buggianese). Si legge nel documento: «Il progetto di centralizzazione della depurazione presso la Zona del Cuoio (che diventerà la cosiddetta “capofogna”, ndr) si muove quindi nella direzione di una totale integrazione tra gli attuali sistemi di depurazione civili e industriali secondo le indicazioni fornite dal gruppo tecnico del ministero dell’Ambiente, e nell’ottica di una complessiva gestione della depurazione. Tale riorganizzazione permetterà di collettare al comprensorio del Cuoio circa l’85% dei volumi derivanti dagli scarichi reflui effettivamente già misurati e scaricati da depuratori da collettarsi, e per la restante parte stimati come connessi al recupero di aree non depurate, nuove lottizzazioni e bypass di sistemi esistenti sottodimensionati. Tale intervento, inoltre, almeno per la Valdinievole, costituisce requisito necessario per rendere efficiente il sistema depurativo e al raggiungimento degli obiettivi di tutela della risorsa idrica “Padule di Fucecchio”, garantendo l’eliminazione di volumi di acque di cattiva qualità nell’area del Padule».
Di pari passo al “tubone” dovrebbero iniziare gli interventi di “mitigazione” a cura del consorzio di bonifica del Basso Valdarno per la tutela dell’area umida: 5 milioni di euro per realizzare sottobacini idraulici e vasche di stoccaggio, riscavare i canali, rinforzare gli argini e farne di nuovi, realizzare un invaso in località Castelmartini (Larciano) per alimentare la Paduletta di Ramone, e deviare e allargare il tratto finale del torrente Pescia di Collodi. Il progetto segue i numerosi incontri avuti con il gruppo di esperti del ministero dell’Ambiente, i primi dei quali nel lontano 2004.
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