Il Tirreno

Montecatini

Materna “Montessori” l’accordo sembra vicino

di Luca Signorini
Materna “Montessori” l’accordo sembra vicino

Il caso del trasferimento della scuola di Cintolese era scoppiato a inizio 2016 Dopo le accuse, si va verso la soluzione extragiudiziale tra Comune e proprietà

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Sembra essere definitivamente tramontata l’ipotesi del trasferimento della scuola materna “Montessori” di via Bracona, nella frazione di Cintolese. I bambini in un primo momento parevano sul punto di traslocare in modo temporaneo all’interno dell’edificio di via Diolaiuti che nel settembre prossimo sarà lasciato libero dall’elementare “Arinci”, destinata ad occupare l’ex tribunale di via Cavour.

Che il domino di natura didattica si sia interrotto lo conferma il sindaco, Rinaldo Vanni: «La discussione con la proprietà è ancora aperta, abbiamo avuto diversi incontri sulla questione. Ma si va verso un accordo definitivo: ci sono sempre alcuni aspetti da definire, aspetti legati all’importo del contratto di locazione (oggi pari a 35.000 euro all’anno, ndr) e al periodo di durata dell’affitto. Ma non dovrebbero esserci troppi problemi: dovremmo andare verso la stipula di un accordo che accontenti tutte le parti, per far sì che l’immobile sia destinato a scopi scolastici fino al 2021, come lo era originariamente, con l’attivazione di tre sezioni di scuola materna». «Quando avremo definito tutto in via ufficiale - aggiunge il sindaco di Monsummano - ci concentreremo sul progetto di realizzazione del nuovo complesso scolastico di Cintolese, tra via del Carro e via Romani».

Il caso della “Montessori” era salito agli onori delle cronache con l’annuncio dell’amministrazione, avvenuto a inizio 2016, di un probabile cambiamento di sede. Erano allora insorti i genitori, che dopo essersi riuniti per discutere della faccenda avevano protocollato in municipio una petizione (ovviamente contraria) forte di 114 firme. Anche le opposizioni si era inserite nella polemica portando l’argomento in consiglio comunale. Poi il braccio di ferro aveva visto contrapporsi le esigenze del Comune e dei privati proprietari dello stabile (rappresentati dall’avvocato Roberta Carlesi).

Il secondo capitolo della vicenda si era consumato dopo che l’amministrazione aveva dato per chiusa la questione, con un trasferimento che era saltato. Posizione subito confutata dal legale della proprietà, che accusava l’ente pubblico di occupare senza titolo lo spazio, questo perché il contratto d’affitto era scaduto il 31 agosto 2015. Il contenzioso era poi finito in tribunale, che aveva emesso un provvedimento provvisorio ad occupare temporaneamente i locali. Ancora non è arrivata la sentenza di conferma o di revoca. Ma a questo punto sembra che il tentativo di trovare una mediazione extragiudiziale (qualche mese fa fallito), oggi possa risolversi finalmente con una stretta di mano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini