Il Tirreno

Montecatini

A Pescia i parcheggi più cari della Toscana

di Maria Salerno

A confronto le tariffe del “Cosma e Damiano” e degli ospedali limitrofi Niccolai (Pd) interroga la Regione: «Va rivista la convenzione Comune-privato»

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PESCIA. Le tariffe parcheggio più costose della zona. A detenere questo triste record è proprio il parcheggio ospedaliero di Pescia, spesso al centro di polemiche, che con la sua tariffa oraria che ammonta ad 1,50 euro e una tariffa massima gornaliera pari a 6 euro è in vetta alla classifica di tutti i parcheggi ospedalieri limitrofi: da Pistoia a Lucca e Firenze superando anche il “Cisanello” di Pisa (tariffa massima 5 euro per 24 ore).

Il tutto in virtù di una convenzione sottoscritta dal Comune di Pescia nel 2011 e che durerà ben 32 anni. L'articolo 14 di tale convenzione recita che "le tariffe orarie dei singoli parcheggi ed il prezzo di cessione del diritto di superficie dei posti auto saranno revisionati al termine di ciascun anno di gestione (...) sentito il parere obbligatorio e non vincolante dell'amministrazione comunale". Ciò significa che le tariffe sono a totale discrezione del gestore, senza alcuna possibilità di intervento sia da parte dell'amministrazione comunale che dell'Asl.

Il consigliere regionale del Partito Democratico Marco Niccolai ha presentato un'interrogazione alla giunta regionale per chiedere alla stessa di intervenire per affrontare questa situazione, anche se non è di sua competenza.

«La Regione ha messo in campo in questi anni importanti investimenti sulla struttura ospedaliera ed altri sono previsti - ha sottolineato Niccolai - ma essi rischiano di essere fortemente indeboliti nella loro efficacia dalla situazione dei parcheggi ospedalieri, visto quanto essi incidono sull'accessibilità della struttura da parte dei cittadini, in particolare i degenti ed i loro familiari, e degli operatori sanitari. Per questo chiedo alla giunta regionale di affrontare con il Comune questa situazione, che non può essere più rinviata. Lo chiedono i cittadini e gli operatori sanitari, ormai quasi rassegnati».

Nell'interrogazione Niccolai ripercorre i termini della convenzione tra Comune e privato in cui non vi è alcuna possibilità di intervento da parte del Comune rispetto alle tariffe per i cittadini e per gli operatori sanitari e, inoltre, si legano alcuni contenuti della convenzione stessa alle scelte della Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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