Attenzione
Giorgi e quell’assegno in bianco
Imprenditore a giudizio dopo la querela del suo pilota di offshore
PISTOIA. A fine settembre, primi di ottobre, del 2011 - secondo il suo racconto - avrebbe consegnato un assegno in bianco a Sandro Sardelli. Il 24 ottobre ha denunciato lo smarrimento del blocchetto che conteneva anche quell’assegno. Assegno che, per una cifra di quindicimila euro, nel novembre dello stesso anno è stato presentato da Sardelli in banca, nel vano tentativo di incassarlo. Di qui la denuncia.
In mezzo a questa intricata storia processuale c’è una vicenda di sponsorizzazione e di storni, legati al mondo delle competizioni offshore di motonautica. A rispondere davanti al giudice monocratico Monica Jacqueline Magi, come imputato, è comparso Giovanni Giorgi, 65 anni, originario di Montecatini, residente a Pieve a Nievole e titolare della società Giorgi Racing Team che nell’autunno del 2011 aveva in programma la partecipazione ad una corsa di motonautica offshore sul lago di Como. Ed è in quel contesto che nasce la vicenda dell’assegno, oggetto del processo.
«Avevo dato quell’assegno come garanzia a Sardelli che era il pilota della mia barca, e per la prima volta in vita mia gliel’ho dato in bianco cedendo alle sue insistenze – ha raccontato davanti al giudice l’imprenditore valdinievolino – Quando ho denunciato la scomparsa del blocchetto non mi ricordavo di quell’assegno e comunque non avrebbe certo dovuto avere quell’importo». Spronato dalle domande del pubblico ministero, Massimiliano Tesi, l’imprenditore Giorgi rivela che quell’assegno lo aveva dato a Sardelli come garanzia dello “storno” per la pubblicità fatta dalla Maxicom di Roma sul motoscafo e per una cifra che avrebbe dovuto essere concordata e comunque «avrebbe dovuto aggirarsi fra i tre, quattro massimo seimila euro non certo quindicimila visto che la fattura per la sponsorizzazione era complessivamente di venticinquemila euro». Sponsorizzazione che, da quanto viene solo accennato in udienza sembrerebbe riconducibile alla stessa azienda di Sardelli, un calzaturificio. «Quindi si tratterebbe di una sovrafatturazione con l’obiettivo di avere uno storno» confermano all’unisono avvocato difensore e pm.
Nella stessa udienza è stato ascoltato il figlio di Giorgi, Nicola, che era presente ad un incontro “turbolento” avuto alla stazione di Montecatini fra suo padre, il pilota Sardelli, un rappresentante della Maxicom e un altro di un’agenzia pubblicitaria. Nicola Sardelli ha smentito che in quella circostanza suo padre abbia dato un assegno a Sardelli ed ha confermato che c’erano state invece delle minacce, senza sapere il motivo dell’accesa discussione fra suo padre e gli altri tre uomini. Una versione fortemente contestata dal pubblico ministero che ha richiamato il teste sull’impegno assunto a dire la verità. Per la prossima udienza, l’avvocato difensore di Giorgi ha annunciato che chiederà la perizia grafica sulla firma dell’assegno contestato.
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