Il Tirreno

Montecatini

Strade colme di buche e poca disciplina: bici e auto in “guerra”

di Elena Guerri

Dopo l’incidente alla squadra Under 23 del Gs Mastromarco con sei feriti torna d’attualità il problema della sicurezza

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MONTECATINI. Occupano metà carreggiata, rallentano il traffico, non si spostano neppure a suon di colpi di clacson. I ciclisti indisciplinati e non, soprattutto con il sopraggiungere della bella stagione, si moltiplicano e le strade molto spesso vengono occupate da sportivi di tutte le età. Per andare in bicicletta infatti non sussiste certamente un limite anagrafico ed ecco quindi giovanissimi e dilettanti, oppure amatori e pensionati, riversarsi sulle statali e sulle provinciali, in pianura e in salita. Se tra gli automobilisti e gli amanti delle due ruote spesso si instaura un rapporto di difficile convivenza, ciò certamente non giustifica la mancanza di rispetto reciproco.

Sempre più frequentemente capita di leggere di bikers investiti o di incidenti di diversa gravità con protagonisti velocipedi e macchine. Basti pensare ai dilettanti del Gs Mastromarco (la società dove è cresciuto Vincenzo Nibali), protagonisti loro malgrado di uno “strike” del distratto turista, che martedì scorso, sulle strade di Montecatini Alto, ha aperto lo sportello della sua auto, causando un effetto domino tra i giovani, i quali stavano sopraggiungendo proprio in quel momento (sei alla fine i feriti).

«Ciucci - ha spiegato Carlo Franceschi del Gs Mastromarco - verrà operato alla clavicola sinistra nei prossimi giorni, mentre Anselmi ha ricevuto alcuni punti di sutura a una mano. Gli altri quattro hanno diverse contusioni, ma per fortuna niente di grave». «Purtroppo - ha proseguito - i ciclisti sono costantemente a rischio sulle strade, basta davvero poco per provocare una tragedia o per causare gravi danni a uno sportivo. Dopotutto nessuno ha una benché minima protezione, se si eccettua il casco».

Il problema della sicurezza pertanto torna alla ribalta. «Per i ragazzi meno esperti - ha commentato la campionessa lituana Edita Pucinskaite, attuale team manager della formazione professionistica Inpa Bianchi Giusfredi di Massa Cozzile - le nostre strade sono davvero pericolose e ogni angolo può nascondere un’insidia. È necessario prestare la massima attenzione in allenamento, senza distrarsi e senza dimenticarsi di rispettare il codice della strada. Non vi è di fatto una soluzione al problema, poiché chi si allena non potrebbe comunque utilizzare le ciclabili. Servirebbe altresì maggior disciplina sia per chi ama il ciclismo e lo pratica, sia per chi guida le vetture».

«Effettivamente con l'aumento del traffico e delle strade dissestate e piene di buche - ha aggiunto l'organizzatore di gare amatoriali Giorgio Trinci, della Tricycle Pratika di Larciano - la situazione è ulteriormente degenerata. Domenica, per esempio, un tesserato della Tricycle è stato investito nella zona di Cantagrillo da un ragazzo, che non l'aveva visto. Manca una cultura del rispetto e gli automobilisti sorpassano i ciclisti senza tenere una distanza di sicurezza, oppure sono troppo distratti alla guida. Dall'altra parte anche gli sportivi dovrebbero evitare di stare in mezzo alla carreggiata, intralciando il traffico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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